1 luglio 2016

"I tre pensieri della sbiobbina" di Luigi Pirandello (audioracconto)

Ci ho messo un bel po' a sfornare questo nuovo audioracconto, lo so. La verità è che era già quasi pronto qualche settimana fa, ma poi sono andata al laboratorio di doppiaggio del CTA e ho sentito altri attori che leggevano, ho sentito i commenti dell'insegnante... e mi sono rimessa a fare tutto da capo.


Sono contenta perché per registrare la seconda versione ci ho messo meno rispetto alla prima e questo significa che ho fatto meno errori di pronuncia e di articolazione delle parole. Mi sembra anche sia un'interpretazione più sentita, ma questo dovrete dirmelo voi, se la mia lettura riuscirà a trasmettervi veramente qualcosa.

Ma smettiamola di cincischiare. La vera domanda che ora vi state facendo è: che diamine è una sbiobbina? Sarà mica parente della sbobina?
Questa è proprio la ragione per cui ho scelto il racconto: ho iniziato a leggerlo per capire che cos'era la sbiobbina e poi mi è piaciuto. Quindi, ecco a voi la risposta, direttamente dal dizionario:

sbiòbbo [pronuncia: /ˈzbjɔbbo/] aggettivo e sostantivo maschile
raro detto di persona: deforme, rachitico, storto; un bambino sbiobbo; è nato sbiobbo

Come si capisce dalle prime righe del racconto, la sbiobbina è una ragazza affetta da rachitide, che è cresciuta con gambe storte e busto gobbo.
Pirandello ha un modo molto particolare ed evocativo di descrivere questa sua condizione. La paragona ad un alberello cresciuto con i rami storti e ne parla sempre con empatia, quasi con affetto.
Ma il racconto dimostra che la vita può riservare delle sorprese a tutti, anche a una povera sbiobbina...

Vi lascio l'inizio del testo, per proseguire cliccate sul video e potrete ascoltare la mia lettura interpretata:

"Bene, fino a nove anni: nata bene, cresciuta bene.
A nove anni, come se il destino avesse teso dall’ombra una manaccia invisibile e gliel’avesse imposta sul capo: – Fin qua! – Clementina, tutt’a un tratto, aveva fatto il groppo. Là, a poco più d’un metro da terra.
I medici, eh! subito, con la loro scienza, avevano compreso che non sarebbe cresciuta più. Linfatismo, cachessia, rachitide
Brevi! parlo intendere alle gambe, adesso, al busto di Clementina, che non si doveva più crescere! Busto e gambe, dacché, nascendo, ci s’erano messi, avevano voluto crescere per forza, senza sentir ragione. Non potendo per lungo, sotto l’orribile violenza di quella manaccia che schiacciava, s’erano ostinati a crescere di traverso: sbieche le gambe; il busto, aggobbito, davanti e dietro. Pur di crescere..."




Che cosa ne pensate? Questa lettura è riuscita a trasmettervi qualche emozione?
Fatemi sapere se avete critiche, suggerimenti o commenti di qualsiasi tipo. Anche i vostri riscontri mi aiuteranno a migliorare!

- dramaqueen



Immagine di Bruce Irschick (Flickr)
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