29 luglio 2016

Un monologo per Drama Queen - 3° edizione

Come vi avevo anticipato ieri nel post di compleanno, anche quest'anno ho organizzato il solito concorso, anche se con una piccola novità che spero vi possa incoraggiare a partecipare.


Per scoprire le regole (sono più o meno uguali a quelle dell'anno scorso, ma voi leggete lo stesso, non si sa mai) e la novità di quest'anno, non vi resta che continuare a scorrere il post:

Le regole del concorso

I partecipanti dovranno scrivere un monologo per me. Non serve che rispetti tutte le regole della scrittura teatrale, se volete può avere delle didascalie, ma non è obbligatorio. L'importante è che possa essere recitato da una persona sola, perché non sono attrezzata per sdoppiarmi e per ora non ho altri attori a disposizione (più avanti, chissà...).
Se avete dei dubbi perché non avete mai scritto un monologo, tornate al post dell'anno scorso dovevo avevo dato qualche indicazione utile e spiegato che non è poi così difficile come sembra.
I testi non dovranno superare i 1500 caratteri (spazi inclusi) e dovranno essere pubblicati sotto questo post come commenti in forma anonima. Non voglio essere influenzata dai vostri nomi, quando si tratterà di selezionare i monologhi che passeranno alla fase successiva. Nel caso siate particolarmente ispirati dalle muse, potete inviare fino a tre testi diversi.
Avete tempo di partecipare fino alle 23:59 del 31 agosto 2016.

Tra i monologhi pervenuti entro questa data, io ne sceglierò tre e li metterò in scena secondo le mie possibilità (non aspettatevi scenografie pazzesche e riprese professionali, ma farò del mio meglio). I tre video che realizzerò saranno pubblicati sul blog in un post apposito.
Una volta usciti i video, la palla passa di nuovo a voi: dovrete votare il vostro monologo preferito e decretare così il vincitore.


Qual è la novità?

L'anno scorso alcuni di voi avevano lamentato problemi dovuti alla scarsa ispirazione e in questo io vi capisco benissimo, quindi questa volta cercherò di aiutarvi.
Non vi do un tema, altrimenti rischierei di trovarmi con testi troppo simili tra loro. Però, per stimolare la vostra creatività, vi do quattro fotografie da cui prendere ispirazione. Potete basarvi su una sola delle immagini, prendere spunto da due o anche a tutte e quattro, se ci riuscite.
Non è nemmeno necessario che i collegamenti con l'immagine siano chiari, possono essere del tutto personali. Ad esempio, se io vi assegnassi l'immagine di una barca, non dovreste per forza scrivere un monologo sulle barche. Se le barche vi ricordano il mare e il mare vi ricorda la determinazione, perché siete dei nuotatori che fanno gare di fondo, scrivete un monologo sulla determinazione.
Insomma, non si tratta di una regola da seguire strettamente, ma di un'idea da cui partire per facilitarvi nella scrittura.

Ecco le quattro fotografie.
Cliccate sulla singola immagine per ingrandirla e lasciatevi ispirare.

 
 


Il premio per il vincitore

Oltre al discutibile onore che avranno i tre finalisti di vedere il loro monologo recitato da me in persona, c'è anche un premio finale altrettanto discutibile.
L'autore o l'autrice del monologo vincitore potrà inviarmi un suo scritto (un breve racconto, una poesia, un estratto da un romanzo... quello che vorrà) e io ne darò una lettura interpretata per realizzare un video promozionale (della durata massima di 5 minuti). Il video sarà pubblicizzato su questo blog, su tutti i miei canali social e ovviamente lo scrittore, poi, potrà disporne come vorrà.

Non è il premio del secolo, ma spero che vi possa lo stesso far piacere se volete promuovere un vostro libro o la vostra attività di scrittori. Questo è il video che ho realizzato per la vincitrice dell'anno scorso, Iara R.M.:


Nell'ultimo anno mi sono esercitata molto con i racconti, quindi spero di poter offrire un video di buona qualità al vincitore di quest'anno.

Tutto chiaro? Adesso che vi ho spiegato le regole, non mi resta che sperare che partecipiate in tanti!.Se avete altri dubbi o domande, chiedete pure.
Vi auguro una buona estate e se, mentre siete sotto l'ombrellone al mare o in una baita di montagna, vi prende la voglia di scrivere... approfittate di questo concorso! Io sarò felicissima di leggere tutti i vostri monologhi!

- dramaqueen



Immagine da Pexels, modificata con Picfont

37 commenti:

  1. Ho riascoltato il video e le emozioni sono ancora tutte li. Sei stata bravissima. Ottima l'idea di usare delle fotografie per aiutare l'ispirazione. Cercherò di partecipare. :-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie, spero che anche nei monologhi di quest'anno potrò trasmettere emozioni a chi li guarderà.
      Sono contenta che ti piaccia l'idea delle fotografie. La tua partecipazione è sempre gradita!

      Elimina
  2. Indubbiamente parteciperò, rigorosamente in forma anonima.
    Felice di avere un mese di tempo per ideare per te un buon monologo, mi lascerò ispirare dai luoghi che presto vedrò.
    Bellissima iniziativa.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie, non vedo l'ora di leggere il tuo monologo (anche se ovviamente sarà anonimo, quindi lo scoprirò dopo che è tuo)! Tu sicuramente sai già come si fa a scriverne uno :)

      Elimina
  3. Parteciperò anch'io... aspetto l'ispirazione!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie! Questa volta io l'aiutino ve l'ho dato :)

      Elimina
  4. Belladonna

    E' la prima volta che siedo sulla spiaggia, per scrutare le stelle. Il senno di poi, recrimina occasioni perse, rimandate con leggerezza. La verità è che quando sei giovane, il tempo sembra infinito; così lo vedevo io: dilatato, incalcolabile. La realtà, irrompente, a darmi torto. Chi può dire quanti giorni contiene l'avvenire? Nel mio caso, i medici, hanno stimato sei mesi, otto al massimo. Non sembra possibile. Niente lo è, ormai. Avrebbero potuto privarmi di qualunque cosa; su altre rovine avrei saputo ricostruire. Ma senza tempo... Come si fa a vivere con i minuti contati? Assaporo l'ultima bacca rimasta. Ho sete. Lascio scivolare la sabbia tra le dita, piano piano. Conto i respiri. Rallento, per far durare di più quello che resta. Non ho mai pensato che fermarsi a guardare il cielo fosse una grande cosa da fare, né che lo fosse ascoltare il fragore delle onde, il battito del cuore mischiato al sibilo del vento. Ho sempre creduto che la vita fosse al di là del silenzio. Nel rumore delle giornate piene di cose da fare, di posti da vedere, di persone da incontrare. Eppure ora, benché immobile, mi sembra di dirigermi lontano. Mi distendo, sottili granelli accolgono il mio esile corpo. Sono freddi e ruvidi. Mi assomigliano. Cedo lo sguardo. La mente sospesa. Conservo lo sfavillio delle stelle, lo splendore della luna. Il mare suona per me. Sono un flutto argentato che si eleva per infrangersi dolcemente sulla battigia. Una chimera che scivola in un eterno oblio.

    RispondiElimina
  5. Il giudizio della gente
    Mi sono vista riflessa nello specchio del supermercato e non mi sono riconosciuta.
    Ci ho messo un po' a capire che quella persona trasandata ero io: la maglietta scucita, le scarpe con il cinturino rotto, il trucco sbavato al punto da disegnare ampie occhiaie nere, i capelli arruffati maltrattenuti da un fermaglio troppo piccolo.
    Poteva tranquillamente essere una persona qualunque, finita per tristi ragioni a fare il barbone o quasi. E invece ero io, che a fatica trascinavo un carrellino troppo pesante, cercando di mantenermi in equilibrio nonostante i bruschi cali di pressione.
    Certo, era il momento sbagliato per un esame di coscienza e di look: mezzora dopo sarei stata perfettamente truccata, con i capelli in ordine, vestita in modo adeguato. Ma la sensazione di orrore e di disgusto mi sono rimaste incollate, come se mi fossi vista dall'esterno. Che cosa avrà pensato la gente? Che sono una drogata? O che ero ubriaca di prima mattina, visto che barcollavo? Ero solo stanca, tanto stanca, con le lacrime a stento trattenute, ma, da sempre, chi non sa giudica ancora più in fretta.
    In questi casi, solo una cosa mi conforta: sapere che del giudizio della gente non mi importa niente, perché io non sono la figura che ho visto riflessa in quello specchio. Io sono una persona piena di sfaccettature, che ogni tanto è fragile e ogni tanto è forte. E, se qualcuno vuole compiangermi, lo faccia. Io compiango chi si finge sempre forte e perfetto, perché è solo una stupida maschera.

    RispondiElimina
  6. Riflessi

    Ciao, che bello rivederti!
    Grazie per aver accettato il mio invito.
    Temevo non volessi incontrarmi, né vedermi.
    Temevo ancor più di non ricevere alcuna risposta.
    T'immaginavo accartocciare la mia lettera, stringerla nel pugno, potevo sentire il cuore contorcersi alla stessa maniera della carta. Ma sei stata buona e mi hai concesso quest'ultimo favore.
    Non intendo sprecarlo.
    Vieni, camminiamo. Accompagnami

    Avevo il mio bel discorso già pronto, avrei potuto scriverlo a memoria meno di un minuto fa. Ma... guarda le mie mani! Tremano, sono madide.
    Non oserei stringerti la mano per guidarti, e non proverei ad accarezzare il tuo bel viso solo per non vederti ritrarre al mio tocco. E, sai, è una tortura averti così vicino e non poterlo fare.
    No, non fraintendere! Non è per questo che ti ho chiamata.
    Ti ho promesso onestà, una volta per tutte, e non si può essere onesti solo a metà.
    Perciò pazienta se ti confesso ogni pensiero; dopotutto è l'ultima occasione che ho.

    La passeggiata è quasi al termine, e ancora non ti ho detto nulla. Ma mi basta poco.
    Accetto le tue condizioni.
    Non dirmi che è tardi! Fa' ciò che vuoi, detta le tue regole, decidi per entrambe.
    Tutto, purché tu resti. Perché ho capito che non posso farcela da sola.
    Sono debole, l'hai sempre detto, e allora guidami tu. Ma resta con me.

    [La protagonista guarda la sua immagine riflessa in una vetrata. L'espressione del viso muta in un sorriso compiaciuto e sinistro]

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie per il monologo e per aver partecipato!

      Elimina
  7. Provini

    Ma carissima!
    Dammi due baci, facciamo tre che sennò porta male, facciamo le corna, rompiti una gamba, in culo alla balena!
    Ma come stai? E allora, che novità? Che novità? Che novità?
    Ah, non dirmelo. Nooo, non dirmelo. Ti hanno presa. Ti hanno scelta.
    Allora sì? Hai avuto la parte?
    Ma congratulazioooooni! Vivisssssime!
    L'ho sempre detto che quella parte era tutta per te, proprio queste parole: “La protagonista è identica a lei!”
    No, cara, non in quel senso, lo so che è una prostituta, dicevo per il carattere, per la forza d'animo, per la bellezza. Vabbe', il personaggio è un cesso, dicevo la bellezza interiore!
    Io MAI avrei potuto provarci. No, mai. Infatti, dico, nemmeno ho provato.
    Se t'han detto il contrario si sbagliano, mentono, sono invidiosi, mi screditano. Figurati.
    Ma mica perché è una brutta parte, cioè, ce ne saranno pure di meglio, ma tante di peggio!
    Lo dicevo con Gianna che avrei provato... avrei voluto, poi non ho potuto... non ho voluto. Mi hai capito.
    Che ora è? Oh, che tardi! Devo andare! Pure tu?
    Va bene tesoro, ci si sente, un messaggino, mi raccomando!
    Due baci, facciamo tre, facciamo le corna, rompiti una gamba, in culo alla balena!
    Ciao tesoro, ciao, ciao, ciao.

    [Dopo qualche attimo, a denti stretti] 'Sta zoccola.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Monologo accettato, grazie anche a te per la partecipazione!

      Elimina
  8. Per un’amica

    Potrai mai perdonarmi?
    Sembra facile parlare adesso, ma sento ancora l’angoscia del prima. Sì, dov’ero io prima? Passavo di qua ogni giorno, sotto casa tua, ma una parte di me rifiutava l’idea che tu potessi vedermi e chiamarmi. E così fuggivo con mille scuse: l’amico da accompagnare, il negozio che sta per chiudere, la casa da pulire… Pensa, non è quasi comico? La casa da pulire! Come se un po’ di polvere avesse la priorità sulla visita a un’amica!

    Eppure trovavo sempre un motivo per evitarti; anzi: nemmeno imboccavo questa strada se prima, dentro di me, non mi premunivo del conforto di una scusa pronta. E intanto aumentava l’angoscia per quelle telefonate ignorate, quei messaggi di auguri che puntualmente mi mandavi a ogni ricorrenza.

    Guarda quanta gente: è un continuo fluire di persone che affolla questa strada senza mai smettere. E dall’alto di questa finestra, ancora mi chiedo come potessi anch’io essere complice di tanta indifferenza. Ricordo bene una sera, a nemmeno cinquanta metri da qui, penso di aver chiacchierato con un musicista di strada per più di un’ora. Il suo racconto era affascinante, vedevo in lui uno sguardo su città lontane che io mai avrei visitato. Ripensandoci oggi, oltre a lui rivedo anche te in lacrime dietro questi vetri mentre ci osservi. Come potevo trovare il coraggio di far finta che tu non esistessi?
    Ora però ringrazio Dio per questo temporale che mi ha costretto sotto il porticato fino a bussare alla tua porta.

    Lascia che ti abbracci, amica mia!

    RispondiElimina
  9. Guardavo con ormai con rassegnazione le lucette rosse sul cruscotto della mia automobile. Ormai era chiaro che quel vecchio rottame non avrebbe più potuto avanzare di un solo metro. Tanto valeva che mi fossi dato da fare per capire cosa fare. Forse avrei potuto riaprire la casa dei miei vecchi, che non era poi così distante. A casa mia ormai non potevo più tornare. C’era un altro uomo in casa. Avrei solo voluto passare un attimo da lei e portarmi via le mie cose ma la mia solita fortuna si era guardata bene dal farsi viva. Fu allora che vidi Flavia. Eravamo amici da bambini, eravamo cresciuti più o meno insieme qui in quartiere. Mi sorrise. Le sorrisi. Mi chiese cosa stessi facendo. Inventai una balla. Mi accompagni? - mi chiese. Mollai tutto e la seguii. Non era cambiata, era così… piena di vita. Quegli occhi, sembrava quasi traboccassero di gioia. Era inebriante osservarla camminare ridendo alle mia battute idiote. Inebriante ascoltarne le voce. Inebriante assaporare i ricordi di tanti anni prima. Ciao - mi disse – io abito qua, ricordi? Lo ricordavo. Allora ciao – le risposi tendendole la mano. Lei mi abbracciò e in un attimo scomparve nell’androne. Ero rimasto di nuovo solo con i miei casini. La macchina andata, la casa pure, la vita… anche quella. Forse avrei potuto chiedere a Flavia un passaggio, che stupido. Citofono. Ascolta, ti prego, non è che potresti uscire un minuto? Flavia rimase in silenzio per un tempo che mi sembrò interminabile. Poi disse quattro parole, quattro sole parole: avresti dovuto chiedermelo prima.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Caro autore/autrice, mi dispiace ma il tuo monologo supera il numero massimo di caratteri, anche se di poco. Il limite è 1500 caratteri, spazi inclusi. Se vorrai inviare una versione un po' più corta, potrò ammetterlo al concorso.

      Elimina
    2. Guardavo con ormai con rassegnazione le lucette rosse sul cruscotto della mia automobile. Ormai era chiaro che quel vecchio rottame non avrebbe più potuto avanzare di un solo metro. Tanto valeva che mi fossi dato da fare per capire cosa fare. Forse avrei potuto riaprire la casa dei miei vecchi, che non era poi così distante. A casa mia ormai non potevo più tornare. C’era un altro uomo con lei. Avrei solo voluto passare un attimo e portarmi via le mie cose ma la mia solita fortuna si era guardata bene dal farsi viva. Fu allora che vidi Flavia. Eravamo amici da bambini, eravamo cresciuti più o meno insieme qui in quartiere. Mi sorrise. Le sorrisi. Mi chiese cosa stessi facendo. Inventai una balla. Mi accompagni? - mi chiese. Mollai tutto e la seguii. Non era cambiata, era così piena di vita. Quegli occhi, sembrava quasi traboccassero di gioia. Era inebriante osservarla camminare ridendo alle mia battute idiote. Inebriante ascoltarne le voce. Inebriante assaporare i ricordi di tanti anni prima. Ciao - mi disse – io abito qua, ricordi? Lo ricordavo. Lei mi abbracciò e in un attimo scomparve nell’androne. Ero rimasto di nuovo solo con i miei casini. La macchina, la casa, la vita: tutto andato. Forse avrei potuto chiedere a Flavia un passaggio, che stupido. Citofono. Ascolta, ti prego, non è che ti va di uscire? Giusto un attimo. Flavia rimase in silenzio per un tempo che mi sembrò interminabile. Poi disse quattro parole, pesanti come pietre: avresti dovuto chiedermelo prima.

      Elimina
    3. Ovviamente la seconda parola nel testo è un refuso.... toglila, pls

      Elimina
    4. Grazie per la correzione, ora posso accettare il monologo! Non ti preoccupare per il refuso :)

      Elimina
  10. Il nemico invincibile

    Una battaglia estenuante.
    Ore e ore a combattere contro ognuno di loro.
    Sterminarli era il mio solo e unico obiettivo.
    Tutti.
    Uno alla volta o tutti insieme, non importa.
    Con qualsiasi mezzo.
    Distruggerli era la sola cosa che volevo e, invece…
    Eccone lì un altro: fiero e spavaldo.
    E un altro lì vicino.
    E uno poco più su.
    E un altro lì dietro.
    Oh, mamma mia, credo proprio che impazzirò.
    Non è possibile. Li avevo sterminati. Ne sono sicura.
    Avevo strappato le loro radici con impeto e forza. Volevo distruggere anche la loro discendenza.
    E, invece, eccoli lì, di nuovo.
    Qualche reduce, è già pronto a una nuova guerra.
    E ora, per la prima volta, forse, accetto la sconfitta, consapevole che il mio nemico è invincibile.
    Non avrò mai le gambe del tutto lisce e senza questi odiosi peli!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Chiedo venia...
      "Qualche reduce è già pronto a una nuova guerra." (senza virgola)

      Elimina
    2. Accettato il monologo e anche la correzione, grazie per aver partecipato!

      Elimina
  11. [Ad occhi chiusi, su una sedia. Starnutisce, rabbrividisce, si stringe nelle coperte tenendo un fazzolettino in mano. Voce un po’ nasale] Ah, come mi piacerebbe uscire e passeggiare lungo il porticato! Sono tre giorni che ho questa febbre terribile. Mi sento in trappola!
    Vorrei così tanto sentire tutti quei vivaci rumori familiari, i buoni profumi che vengono dal bar di Nino, le sue gustose brioche alla crema...
    Vorrei così tanto vederle. La doratura, lo zucchero, le gocciolone candide…
    [Respira a fondo e sospira, sempre ad occhi chiusi. Passa il naso con il fazzoletto, nasconde un poco il mento nella coperta] Vorrei anche vedere le foglie autunnali lungo la via del centro e scendere giù fino alla riva del lago, a piedi, ammirando i colori, le diverse sfumature di blu e azzurro, gli scintillii, le forme delle nuvole, l’ondeggiare mutabile delle onde e delle chiome al vento…
    [La voce si affievolisce, tira su col naso] In realtà, vorrei solo poter vedere… [porta le mani sul viso, cominciando a piangere]

    RispondiElimina
  12. Una scintilla

    C'è l'ombra di un tesoro sepolta in ognuno di noi, non lo capite? Un tesoro in incubazione pronto per spiccare il volo. Se chiudete gli occhi un attimo e prestate attenzione, lo sentirete battere. Abbiate cura di lui, accuditelo, proteggetelo e innaffiatelo giorno dopo giorno, ed esso si schiuderà.
    Come? Semplice. Leggete, informatevi, ascoltate, pensate, riflettete, volate con le ali e con la mente, buttate giù muri, oltrepassate ostacoli, solcate mari, attraversate cieli.
    I mezzi sono tanti. Basta un libro. Una poesia. Una canzone. Non smettete mai di guardare, di osservare, di essere curiosi. Ascoltate il vento, il silenzio. Accarezzate il firmamento. E siate aperti, come il paracadute di Einstein. Funzionerà. Vi sentirete sempre più ricchi dentro e capirete che nessun oggetto o affare materiale potrebbe rendervi più felici.
    Questo sarà il vostro tesoro, l'unico che nessuno potrà rubarvi, il solo che continuerà a crescere mentre tutto il resto vi verrà portato via dal tempo...
    La Conoscenza.
    E quando il vostro passato sarà ormai più lungo del vostro futuro, non dimenticatevi di questo tesoro che ancora brilla dentro di voi: fatelo uscire dalla gabbia, lasciatelo a chi verrà, affidatelo al futuro. Sia esso inchiostro su carta, musica nell'aria, colore su tela, parole all'animo che ascolta.
    Fate nascere una scintilla da qualche parte: qualcuno la coglierà e saprà far nascere un nuovo tesoro. Solo così non morirete mai.
    È la più bella eredità che possiamo lasciare: accendere una scintilla.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Questo monologo supera il limite massimo, ma dato che sono solo 7 caratteri in più la considero una tolleranza accettabile ;)
      Ammesso, grazie per aver partecipato!

      Elimina
    2. D'accordo, allora grazie a te! :)

      Elimina
    3. Prego, mi sembrava davvero esagerato, chiederti di modificare per solo 7 caratteri.

      Elimina
    4. Non so se sto facendo nel modo giusto per palesarmi, in ogni caso lo scrivo qui, "Una scintilla" è il mio piccolo monologo.
      Grazie ancora.. e complimenti a te per l'iniziativa e ai vincitori! Alla prossima :)

      Elimina
    5. Ciao Alessia, di solito chiedo di scrivere nel post dei finalisti qual è il vostro monologo, ma qui va bene uguale (tanto il concorso è finito). Benvenuta e grazio mille per aver partecipato! Sono contenta che la mia iniziativa ti sia piaciuta :)

      Elimina
  13. La valigia

    (Guardandosi in giro turbata) Dove... ma... dove l’avrò messa? Eppure… ero sicura… sopra l’armadio no, sotto il letto no… Ah! Ci sono! (sorridendo, corre a prendere la valigia). Meno male che l’ho trovata, non mi tocca comprarne una nuova. Ora posso iniziare a prepararla, dunque, calze, maglie… costume da bagno… ma dove sto andando?
    Mare, montagna… a dire il vero, non lo ricordo. (smarrita) Non ricordo dove sto andando. Da piccola volevo andare sulla Luna, ma in verità volevo tornare in Irlanda. O forse in America. O forse in Finlandia. Voglio vedere tutti i colori del mondo, tutti! (sorridendo, prendendo un capo per ogni colore) Il blu dell’oceano, il verde dei boschi, il bianco delle montagne innevate, che il sole illumina come stelle nel cielo, perle nel mare… voglio viaggiare! E non fermarmi mai! Voglio… voglio vivere! E stupirmi ogni giorno di quello che il mondo offre, di ogni sorriso, ogni città.
    Una valigia? Forse non mi basta… o forse è troppo. Ma sì! Chi ha bisogno di una valigia per vedere il mondo, le stelle? Mi basta un libro, una foto, un sogno. E magari un sorriso… e perché no, (appoggiando la mano sul viso) magari un bacio. Posso ammucchiare valigie e valigie, vestiti, scarpe, biglietti. Ma che importa? La mia strada è la vita! Forse… si… è tempo che parta! Arrivederci, adieu, hasta la vista… Io vado!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Monologo accettato, grazie per la partecipazione!

      Elimina
  14. Zitto! Non dica nulla! So già cosa mi vuole chiedere, quindi mi arrendo: «Sì, sono proprio io.»

    [rassegnata]

    Questo villaggio in mezzo ai boschi è stato la mia salvezza, mi ha accolto e amato come nessun altro luogo prima d’ora. Il bello di vivere qui è incontrare le persone, scambiare due parole e far cadere quella barriera fra attore e spettatore che inevitabilmente il mio lavoro creava, ma che tanti miei colleghi cercavano di innalzare ancora di più.
    Ho resistito anche troppi anni, e forse è meglio così. Non rinnego nulla della mia vita da attrice piena di mondanità sotto i riflettori. Però non ero più io, ero solo ciò che gli altri volevano che fossi. Anche quando annunciai il mio ritiro, nessuno ci credette: era ormai impossibile separare la persona dall’attrice, e qualsiasi cosa dicessi non aveva la minima parvenza di sincerità.

    In tanti mi hanno cercata, ma non ero ancora pronta. Quelli volevano l’attrice, non me. E io li ho lasciati cercare! Qualche volta non mi facevo trovare, qualche altra mi divertivo a depistarli. E mica erano sono discreti come lei, sa? Ho visto scene in cui mi sono trattenuta dalle risate solo per non farli sentire ancor più a disagio, ma, mi creda, sembravano le spie da commedia del film “Ninotchka”.

    [sospiro]

    Ora lei mi ha trovata, pazienza! Vorrà dire che quando tornerò alla vita pubblica, mi aiuterà a spiegare agli altri che nella vita c’è qualcosa oltre l’apparenza che solo nel silenzio si può cogliere.
    Allora mi aiuta, siamo d’accordo?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie anche a te per aver partecipato, il monologo è ammesso al concorso!

      Elimina

Hai qualcosa da aggiungere a questo post? Lascia un commento!
Se usi la modalità "Anonimo", per favore firmati con il nome o con un nickname.