30 agosto 2016

Come si impara la dizione? Il mio metodo

Dizione italiana is a bitch. Questo ormai lo sappiamo tutti.
Però c'è gente che la impara e anch'io sto facendo progressi, quindi il modo per venirne a capo esiste. Ovviamente non si parla di trucchi magici, perché studiare è necessario, ma esistono dei modi per rendere lo studio più efficace. Di sicuro non li conosco tutti, ma qui vi racconto quelli che ho scoperto in questi ultimi mesi di studio.



Prima di tutto, parliamo dei corsi di dizione: sono utili? Secondo me sì, sono senz'altro utili perché permettono di risolvere dei dubbi che difficilmente avremmo risolto da soli.
Però frequentare un corso non basta: nell'imparare la dizione lo studio individuale ha un ruolo insostituibile, perché non si tratta di capire una lezione che viene spiegata in classe, si tratta di memorizzare. E, per le persone normali come me che non sono dei super geni, questo richiede tempo e studio.

E i manuali sono utili? Se ti iscrivi ad un corso, probabilmente l'insegnante ti darà delle dispense, quindi in quel caso il manuale sarà un po' superfluo. Se ne senti il bisogno, comunque, il manuale è sempre un aiuto in più e in libreria ne puoi trovare di ben fatti.
Se non ti iscrivi ad un corso e vuoi optare solo per lo studio individuale, ti consiglio vivamente di acquistare anche un libro, perché altrimenti lo studio può essere molto dispersivo.

Quindi, appurato che neanche l'insegnante è un mago che vi farà imparare la pronuncia corretta delle parole in un batter d'occhio, vediamo qualche trucchetto utile per facilitare lo studio.
Questi sono i miei consigli:

Fai tesoro di quelle poche regole che ci sono

Come nella vita, anche nella dizione italiana ci sono ben poche certezze. Quindi è meglio aggrapparcisi forte. La desinenza in "-endo" del gerundio va sempre con la E aperta. Nella terminazione "-etto" dei diminutivi la E è sempre chiusa. Nella desinenza "-zione" la O è sempre chiusa. Queste sono alcune delle poche certezze che puoi avere.
Le regole senza eccezioni (o con poche eccezioni) sono poche, ma una volta imparate avrai comunque fatto un grande passo in avanti.

Tieni un tuo quaderno

Quello nella foto grande è il mio personale quadernetto e ci sono annotate tutte le parole che normalmente sbaglio. A seconda della regione di provenienza, facciamo tutti degli errori diversi, ma i manuali di dizione sono fatti per tutti gli italiani, motivo per cui ci troverai anche un sacco di parole che pronunci già bene. Per evitare confusioni (e magari sbagliare quello che prima dicevi in modo giusto) annota solo le parole che hai veramente bisogno di ricordare.
Scrivere a mano aiuta la memoria e, inoltre, veder scritte le parole da imparare ti aiuterà a ridimensionare il carico di lavoro: non sono infinite, stanno in un numero limitato di pagine.

Memorizza delle frasi fatte

Trova una frase di uso comune che contenga la parola che devi studiare e ripetila finché non "suonerà bene" al tuo orecchio. L'ideale sarebbe farlo per ogni parola da imparare, però alcune sono abbastanza ricercate, quindi risulterà un po' difficile.
Come potete vedere dalla foto, nel mio quadernetto accanto alla parola c'è una piccola frase fatta da memorizzare. I meccanismi più efficaci da utilizzare per creare queste frasi sono:

  • Accoppiare due parole con vocale aperta o chiusa, ad esempio "i dènti del trichèco" oppure "la bélva feróce"
  • Usare un proverbio o un'espressione comune, ad esempio "sógno o son désto"
  • Usare una citazione famosa, ad esempio "mi ritrovai per una sélva oscura"
  • Per le parole ricercate, memorizzare l'espressione più frequente che ti può capitare di trovare, ad esempio " doppia elica destròrsa".

Ascolta chi parla correttamente

Quando guardi un film doppiato, ma anche una serie animata, reality show oppure un documentario, presta attenzione a come parlano i doppiatori. Ti dirò un segreto: perfino la pubblicità è utile, da questo punto di vista!
Serve innanzitutto come ripasso di quello che hai studiato, ma anche per farti venire degli utili dubbi: se senti una parola pronunciata in modo diverso da come la ricordavi, controlla sul DOP! Di solito i doppiatori e gli speaker parlano correttamente, ma tutti possono sbagliare, quindi non prendere tutto come oro colato.

Presta attenzione quando parli

Parlare in dizione corretta nella vita reale è consigliabile? Secondo alcuni bisognerebbe farlo, per imparare meglio, però... bisogna anche prepararsi alle prese in giro di amici e parenti, in tal caso. La pronuncia corretta di alcune parole suona veramente strana a chi non è abituato, quindi è normale che possa suscitare ilarità.
La soluzione? Rassegnarsi alla risate, oppure parlare male... ma consapevolmente. In fondo, non c'è niente di male nel tenerci il nostro accento regionale quando non stiamo recitando o lavorando con la voce. Motivo per cui io mi tengo la mia cadenza veneta, le mie E aperte e nel tè continuo a mettere lo ds-ucchero invece che lo ts-ucchero. Ma almeno sbaglio consapevolmente, presto attenzione a quello che dico e so che davanti ad un microfono quelle parole le direi diversamente.

Non dimenticarti la dizione quando leggi

Quando stai leggendo un libro, in realtà, non parli, ma senti una specie di voce mentale che legge le parole. Perché non sforzarsi di far parlare quella voce in dizione corretta? Tanto nessuno ci sente, quindi il rischio delle prese in giro qui è scongiurato!
Se incontri una parola di cui non sei sicuro, controlla quale sia la dizione corretta, così avrai l'occasione di imparare anche le parole meno frequenti. Ovviamente, soprattutto all'inizio, non fare sempre questo esercizio, altrimenti non riuscirai a goderti nulla di ciò che leggi! Una paginetta o due possono bastare.

Questo è il metodo e mi sembra che per ora stia funzionando.
Il tuo qual è? Se hai dei consigli per aiutare me e tutti quelli che penano per imparare la dizione, faccelo sapere e ci aiuterai tantissimo!

- dramaqueen



Foto di Elisa Elena Carollo
Licenza Creative Commons Attribuzione

8 commenti:

  1. Alcune di queste cose le faccio già, altre proverò a sperimentarle! Purtroppo il tempo è sempre poco e ne servirebbe moltissimo a me che ho una memoria disastrosa... Il DOP è la mia salvezza nei momenti di dubbio!

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    1. Anch'io ho una memoria da pesce rosso e faccio fatica a ricordare le parole più desuete (a meno che non si trovino su Topolino).
      Il DOP è la salvezza di tutti, se non ci fosse un posto unico in cui controllare per mettere tutti d'accordo, sarebbe davvero meglio non iniziare!

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  2. Da un paio di anni sto riflettendo sull'opportunità di frequentare un corso di dizione per una migliore performance nella lettura dei testi letterari in classe, ma mi trovo sempre di fronte alla constatazione che il tempo è poco, soprattutto considerando che dovrei spostarmi in città per trovare una scuola vera e propria. Ogni tanto sbircio i tuoi appunti raccolti in questi post, ma, come scrivi tu, bisogna essere metodici. Hai qualche manuale da consigliare per casi come il mio, in cui la necessità non è finalizzata alla recitazione, ma semplicemente a correggere qualche vizio regionale nell'approccio alla letteratura?

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    1. Ai corsi di dizione partecipano anche insegnanti, persone che devono parlare in pubblico per lavoro e anche semplici curiosi, quindi secondo me non dovresti farti intimidire dall'idea. Dalle mie parti, non serve andare per forza in una scuola di teatro, anche le biblioteche a volte ne organizzano.
      Se l'idea del corso comunque non ti convince, ti posso consigliare il manuale che uso io: "Corso di dizione" di Nicoletta Ramorino (Giunti). Oltre alle regole di dizione, ci sono anche consigli che riguardano la lettura, quindi credo che ti potrebbe piacere. Sicuramente ci sono anche tanti altri buoni libri di dizione, io ti consiglio questo perché mi sono trovata bene, ma puoi andare in libreria e sfogliarne qualcuno prima di decidere qual è il più adatto per te.

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  3. Mito da sfatare: che in Toscana si parli spontaneamente bene, è un falso storico!
    Zeta e esse sono in pericolo e poi la c aspirata(Firenze e dintorni)e C/G e P/B che si contagiano a Massa, in Versilia, in Lunigiana e tanto ancora: "il bel Paese dove dolce il sì suona", ma stendiamo un velo pietoso su tutto il resto!
    Marilena

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    1. La parlata cambia anche da un paese all'altro, figuriamoci all'interno di una regione vasta come la Toscana!
      Diciamo che la base per la dizione corretta italiana è il fiorentino, ma di fatto sono due lingua distinte, anche perché nella dizione alcune pronunce tipicamente toscane (es. "casa" con la s apra) sono cadute in disuso con il tempo. La dizione che si impara per uso professionale è una specie di "lingua artificiale" standardizzata, nessuno la parla a parte gli speaker e i doppiatori.

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    2. Una piccola curiosita: in che senso lingua artificiale e perché la parlano solo doppiatori e speaker?

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    3. In Italia ogni zona ha la sua parlata e quella che è stata presa come modello per la dizione corretta è parlata di Firenze (perché l'italiano come lingua scritta è nato dal fiorentino). Ma anche in toscana (come conferma Fata Confetto) la pronuncia di certe vocali varia da zona a zona.
      Inoltre, dato che la dizione è usata per il cinema e il doppiaggio, che si fanno soprattutto a Roma, anche alcune pronunce tipiche romane sono diventate accettabili. E la pronuncia di alcuni termini viene sentita come "arcaica" perché la maggior parte degli italiani la dice in un altro modo, quindi anche la pronuncia più diffusa diventa accettata.
      Insomma, anche la lingua usata dai professionisti piano piano si è evoluta e si è differenziata dal fiorentino (che nel frattempo si è a sua volta evoluto), quindi è diventata una parlata che di fatto non si usa in nessuna zona d'Italia, ma solo nel cinema.

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