9 settembre 2016

#OffTopic - Quanto dire di se stessi nel blog?

Scusatemi per l'off topic, questo post non c'entra niente con il teatro, ma c'entra con il blog ed è un po' che volevo discuterne con altri blogger e sapere anche la loro opinione. Si tratta della questione della nostra immagine pubblica.
Qualche tempo fa ho letto su Facebook un post di Riccardo Dal Ferro in cui si parlava di alcuni youtuber che, secondo l'autore, parlano troppo di se stessi e non tengono per sé la propria vita privata. I commenti gli davano ragione e io... ho iniziato a pensare, chissà se faccio anch'io quest'errore o se rischio di farlo? Dico troppo di me o troppo poco? Insomma, quanto possono mostrare di se stessi i blogger?

[Non ho linkato il post originale perché... non lo trovo! Perdonami, Riccardo, ti ho stalkerato su tutti i social ma non lo trovo più... Se me lo recuperi, metto il link!]

Questa sono io un anno fa, davanti al muro di John Lennon a Praga

A pensarci bene, voi lettori sapete parecchie cose di me: ad esempio, il mio nome, perché questo blog serve anche per farmi pubblicità, quindi non potevo rimanere anonima per sempre. Attraverso i video conoscete la mia voce (sia quella normale che le vocine strane) e la mia faccia, ma come farei a recitare senza mostrarmi?
E poi vi ho raccontato le mie esperienze teatrali e alcuni dei miei progetti per il futuro, perché questo blog parla anche del mio percorso come aspirante attrice, quindi non potevo fare a meno di raccontarvi la mia storia.

Conoscete anche qualche informazione che non c'entra niente con il teatro: che ero bionda (tinta) ma ora sono tornata castana (pseudo naturale), che ascolto musica metal (perché non perdo occasione per propinarvi canzoni nei miei post), che adoro la Finlandia (perché vi ho scritto un post quando ero lì e ogni tanto la cito a sproposito)...
Sapete che vivo in Veneto e ne ho accennato soprattutto nei miei post di dizione, perché gli errori di pronuncia dipendono tanto dalla posizione geografica, però spero che solo pochi di voi sappiano esattamente il nome del paesino.
Poi ci sono varie curiosità presenti nei Liebster e Very Inspiring Blogger Award e quelle sono dichiaratamente messe lì per diletto e senza altro scopo utile... ma alla fine sono fatti piuttosto insignificanti. Non penso sia determinante, né particolarmente dannoso per la mia privacy, raccontarvi che in passato suonavo il pianoforte o che da piccola detestavo il rosa e adoravo il giallo.

Credo che tutte queste informazioni non siano eccessive e che servano per dare un volto un po' meno nebuloso al personaggio che scrive queste parole. Perché sicuramente nessuno di noi è blogger a tempo pieno: io non sto a pensare al teatro e nemmeno davanti al microfono tutto il tempo. Ovvio che abbiamo anche altri interessi, quindi per i lettori scoprire che facciamo altro nel tempo libero serve a renderci un po' più "personaggi a tutto tondo" e meno impersonali.
Però mi domando: quando le "informazioni di contorno" diventano eccessive? Effettivamente questa cosa dell'identità virtuale ci sta un po' sfuggendo di mano e tutti ci stiamo abituando a raccontarci sul web, chi poco e chi tanto. Quindi il mio dubbio è: se iniziassi a rivelare troppo di me, me ne accorgerei?

A onor del vero, il post di Riccardo poneva l'accento più sugli YouTuber che rendono pubblica la propria vita sentimentale e su questo sono d'accordo con lui. Non credo che io avrò mai questo problema: non parlo mai dell'argomento perché non c'entra niente con il tema del blog (e anche perché non ci sarebbe niente da raccontare, ma sono dettagli). L'unica volta che vi ho parlato d'amore era tutto parte della trama di uno spettacolo teatrale in cui ho recitato.
Non credo che parlerei mai delle relazioni, a meno di non trovare un fidanzato attore che collabori con me a qualche progetto. Ma anche in quel remoto caso credo che ridurrei le informazioni al minimo, perché si tratta di un argomento privato.
La mia opinione è la stessa anche riguardo alle amicizie: sono molto amica sia di Romina che di Maria, ma al di là delle varie collaborazioni e dei raduni blogger, non scrivo nulla di quello che ci raccontiamo o che facciamo quando siamo insieme.

Quindi credo che il pericolo di "mettere in piazza" le mie relazioni interpersonali sia scongiurato, ma che dire del resto? Quando condividere qualcosa della propria quotidianità (anche sui social network) è troppo?
Condividere qualcosa è giusto, serve perché i lettori si affezionino e non percepiscano il personaggio come distante. Sicuramente sapere che il tale personaggio ama bere il caffè alla mattina, pratica lo yoga oppure ha un gatto non ci fa sentire come se lo conoscessimo. E' un personaggio pubblico che ha anche un lato umano, ma non è il nostro amico di sempre, con cui abbiamo condiviso esperienze di vita, che ci conosce e noi conosciamo lui.
Quando si iniziano a dare troppe informazioni, però, potrebbe accadere che chi ci segue si illuda di conoscerci come conosce il proprio amico. Anche se magari non ci ha nemmeno mai incontrati di persona.

Insomma, questo è il mio dubbio: non so bene dov'è il confine tra dire qualcosa di sé e dire troppo e non so se riuscirei a riconoscerlo. Forse è un dubbio infondato, ma è meglio riflettere sui problemi, invece di far finta di niente.
Voi che cosa ne pensate? Come vi regolate quando si tratta di gestire la vostra "immagine pubblica"?

- dramaqueen


34 commenti:

  1. Uhm, è un problema che mi pongo spesso anch'io, specialmente quando ricevo richieste di amicizia da chi risale al mio profilo dalla pagina del blog: se si tratta di lettori che sono diventati veri e propri interlocutori nel web, mi viene abbastanza spontaneo accettarla e, quindi, dare accesso ad alcune informazioni riservate, altrimenti mi riesce difficile. Naturalmente quando scrivo un post mi pongo lo stesso problema, a partire dall'uso di foto personali; mi limito il più possibile a dire quel poco che può far capire il mio rapporto con un libro o un'opera d'arte, ma, a volte, anche raccontare un aneddoto che spiega tale relazione può portare ad un eccesso biografico inaspettato, non necessariamente negativo, ma che fa sorgere anche solo per un momento il dubbio di aver detto qualcosa di troppo.

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    1. Vedo che non sono l'unica ad avere questi dubbi, allora...
      Quando scrivo un post, a volte inserisco anch'io degli aneddoti personali, ma cerco di scegliere degli episodi innocui. Mi domando sempre: che cosa succederebbe se tutte le persone che conosco venissero a conoscenza di questo? Se mi rispondo che non è un fatto particolarmente compromettente, allora lo scrivo.
      Per quanto riguarda Facebook, accetto volentieri le richieste d'amicizia degli altri blogger. Quando si tratta di aspiranti attori che hanno trovato il mio blog e mi hanno chiesto consigli, accetto la richiesta, ma imposto la privacy in modo che non possano vedere tutto.

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  2. Diverse volte nel blog ho parlato di me e non solo quando faccio qualcosa di artistico (tipo mostre e spettacoli) ma anche dettagli della mia vita.
    Comunque non me la sento di rivelare qualcosa di particolarmente intimo oppure qualcosa che si può leggere nei giornali di gossip (Tizia si è messa con Caio, Scoop eccezionale: Tizia ha la cellulite, Tizia s'è lasciata con Caio per mettersi con Sempronio ecc...). È qualcosa che per me è totalmente al di fuori del mio blog e di quello che ho intenzione di comunicare ed esprimere in esso.
    P.S.: E noi quando ci incontriamo? :D

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    1. Dipende che dettagli della vita si vuole rivelare, ci sono cose poco significative e cose private. Per i pettegolezzi ci vorrebbe un blog apposta (tipo Gossip Girl!) ma non credo che lo seguirei, perché a me non interessano.
      Fai un giretto per Milano ad ottobre, così ti metto sulla lista delle mille persone che devo incontrare :)

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    2. Neanche a me e di certo non li inserirei così come dettagli molto privati.
      Rivelare troppe cose di te può anche mettere l'altro a disagio soprattutto se non ci si conosce abbastanza da permettere ciò

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    3. Per fortuna nel blog non è così facile essere messi a disagio. Se i lettori leggono qualcosa che non gli piace, basta non commentare... nelle conversazioni reali sei costretto a dire qualcosa!

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  3. Bisogna trovare un giusto equilibrio, è innegabile. C'ho pensato anch'io un paio d'anni fa, quando da anonimo mi sono messo a bloggare mettendoci la faccia, e lì in effetti ho cambiato alcune cose mettendo intenzionalmente più in mostra cose della mia vita privata. Senza esagerare, ovvio.
    Certo il limite è difficile da trovare. Figurati che facendo questo passaggio mi sono andato a rivedere tutti i post pubblicati da anonimo per togliere informazioni che prima svelavo con troppa leggerezza. Ero anonimo e potevo dire un po' di tutto. Insomma, sto commento sconclusionato per dire che il dubbio è legittimo e bisogna stare attenti.
    Poi è chiaro che più mostriamo di noi più si da un'immagine amichevole e umana al lettore. Ha benefici ma anche tranelli insidiosi. Il discorso comunque credo sia molto più importante per gli youtuber, molto più "personali" nel loro approccio proprio perché ci si mettono in primissima persona.

    CervelloBacato

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    1. P.s Il mio commento sembra scritto da una scimmia strafatta di acidi.

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    2. Sicuramente ci vuole equilibrio, su questo non posso che essere d'accordo.
      Anch'io all'inizio ero anonima, ma ci ho messo poco per svelare la mia faccia al mondo. Non è poi così divertente essere anonimi, anche perché ovviamente i lettori si affezionano di più ad un personaggio che ha un nome e una faccia.
      Ma all'inizio, quando ero anonima, parlavo meno di me stessa e mi attenevo di più al tema. Poi è iniziata la discesa...

      P.S. Questo blog è aperto a tutti, anche alle scimmie strafatte di acidi, basta che non facciano spam :D
      Scherzi a parte, il tuo commento era comprensibilissimo.

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  4. Se penso al passato remoto, raccontavo molto poco di me (ho iniziato su forum e siti).
    Oggi sapete davvero tutto o quasi,addirittura mi avete visto nudo (piu o eeno) e va bene xosi, l'unica cosa... evito di citare la mia vita sentimentale. Anche perché c'è poco da raccontare XD

    Moz-

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    1. Dicci la verità: quel post era un tentativo di farti assumere per un calendario ;)
      Secondo me tu hai proprio creato un personaggio, perché ti piace molto scherzare, quindi la gente sa (più o meno) che cosa aspettarsi dal Miki Moz blogger, ma io non saprei bene cosa aspettarmi se dovessi incontrare il Miki Moz in carne ed ossa. E' una buona strategia :)

      Anch'io vi faccio credere che non parlare della mia vita sentimentale sia una scelta, ma in realtà è perché non ho niente da raccontare XD

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    2. Ahaha, siamo in due allora :)
      Comunque, a parte tutto, giuro che dal vivo io sono come mi vedi sul web, difatti molti miei lettori sono anche miei amici fisici. Non c'è nulla di diverso :)

      Moz-

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    3. Non stavo dicendo che fai finta di essere un'altra persona. Però, quando si scherza si può dire tutto, anche la verità, quindi non sempre sempre si capisce cosa è scherzo, cosa no e cosa è serio ma detto scherzosamente ;)

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  5. Bella domanda! Credo che molto dipenda dal carattere, voglio dire che ci sono persone alle quali viene spontaneo svelare parecchio di sé, a me tutto al contrario. Da anonima totale degli inizi, sto cercando un mio equilibrio, per nulla facile. Mi viene sempre da pensare che alla gente non gliele frega niente dei fatti miei. Ma come lettrice di blog apprezzo l'umanizzazione, lo svelarsi un po', sapere chi c'è dietro un post.
    E quindi in conclusione aspettiamo il resoconto della tua vita sentimentale! ;)

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    1. Certo, dipende molto dal carattere, infatti per le persone riservate si pone piuttosto il problema contrario, cioè convincersi a rivelare qualche dettaglio della propria vita.
      Anche a me viene da pensare che a nessuno interessi dei fatti miei, invece poi mi accorgo che i lettori apprezzano, sarà perché mi vedono appunto "più umana". Come diceva Cervello Bacato, bisogna trovare un equilibrio.

      Per la vita sentimentale... iniziate pure ad aspettare! ;)

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  6. In genere cerco di tenere un confine tra la mia immagine dal blogger e la mia vita privata. Anche se tanto traspare qua e là, come hai fatto notare tu.
    Ho fatto un grosso strappo alla regola in un solo post, in cui ho parlato SOLO di vita privata, però mi era sembrato giusto farlo.
    Spero a breve di avviare un progetto che parlerà molto di me, ma sotto un'ottica particolare... e spero di non pentirmene.
    Credo comunque che un buon metodo per capire cosa dire e cosa no, è dire solo cose che ci sentiamo di dire, senza forzarci troppo, e censurare invece eccessivi slanci di sincerità, quando sarebbero inappropriati. Un po' come si fa nella vita di tutti i giorni, del resto.

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    1. Tu hai cercato di usarmi come copertura per mesi, quindi era ora che ti decidessi a rivelare come stanno veramente le cose :P
      È normale che nei nostri progetti ci sia qualcosa di noi, altrimenti non sarebbero cose a cui teniamo. Non so quale sia il tuo progetto, ma non mi sembri il tipo di persona che "si mette in piazza", quindi sicuramente andrà bene!
      Gli eccessivi slanci di sincerità non li ho quasi mai neanche nella vita reale, quindi credo di essere abbastanza al sicuro.

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    2. Ho dovuto fare outing, alla fine! Ahah!

      Diciamo che mi metterò abbastanza "in piazza", ma non ai livelli di Miki Moz! Ahah. Se solo avessi un po' di tempo per lavorarci... uff!

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    3. Ma come non ai livelli di Miki Moz? E tutti i consigli per raggiungere la popolarità che ti ho dato, non li ascolti? ;)
      Il tempo è tiranno per tutti, ma ce la farai!

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    4. Sì, sì, li ascolto. È che non ho il fisico per fare quello che fa Miki Moz! Ahah!

      P.s. Sul tempo... lo spero!

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  7. Il confine lo decidi tu e sopratutto lo scegli volta per volta, se necessario rimodulandolo secondo le tue necessità o le tue esperienze. All'inizio anche io ho cominciato in maniera anonima, non mettevo il mio cognome, non postavo mie foto e non raccontavo i fatti miei. Ho cominciato poi lentamente a dire come mi chiamavo, a mettere qualche mia immagine ma solo dopo che mi ero sentito abbastanza sicuro delle persone che frequentavo in rete ed anche dei miei mezzi. Io penso che qualche particolare biografico non guasti mai ma raccontare proprio tutto tutto delle proprie giornate, della propria vita, svelare tutti i particolari del nostro vissuto sia non solo esagerato quanto controproducente. Anche io ritengo sbagliato l'atteggiamento di quegli Youtubers che non fanno altro che parlare dei fatti propri. Insomma, in sintesi: mantenere sempre una certa dose di privacy non fa mai male.

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    1. Noto che quasi tutti abbiamo iniziato in maniera anonima e poi ci abbiamo "messo la faccia".
      Non racconterei mai tutto delle mie giornate, ma anche perché generalmente sono piuttosto noiose! Quello mi sembrerebbe veramente eccessivo, poi mi ritroverei ad essere sempre sui social network e a non avere mai uno spazio per me stessa. Sarebbe alienante.

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  8. Neppure io so bene qual è il confine, ma so anche che il blog non è uno spazio youtube. Il blog nasce per essere personale, non è un sito, è un diario on-line che diventa, inevitabilmente, la nostra immagine pubblica. Credo che la cosa giusta sia da una parte filtrare le informazioni, dall'altro mantenersi aderenti a come si è fuori dal web. Infine c'è la sacrosanta "regola della nonna". Quello che scriviamo potrebbe imbarazzare nostra nonna o una vecchia zia? Sì? Siamo sicuri di volerlo fare?

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    1. La regola della nonna mi sembra una soluzione molto saggia!
      Sono d'accordo solo in parte con quello che dici dei blog: il concetto di blog nasce come diario personale, ma io cerco di restare aderente alla tematica il più possibile e a limitare i racconti personali anche per questo. Anche se l'avvicendarsi dei post è molto influenzato dalle esperienze che faccio e dai momenti che sto vivendo, che mi possono portare a privilegiare una tematica più di altre. Insomma, è un diario sì, ma io cerco di stare in secondo piano e di tenere sempre in primo piano il teatro e la recitazione.

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  9. Io non ho troppi problemi a svelare anche cose private di me, però, proprio perché mi espongo abbastanza, per contro evito di fornire un volto o un nome reale. Sul web preferisco essere "ariano geta" anche se ovviamente non è il mio vero nome, uno pseudonimo senza volto.
    Credo che l'importante sia dire ciò che ci si sente di dire spontaneamente, non in base a un calcolo di maggiore o minore visibilità che si ottiene con determinate "confessioni" spesso ampiamente costruite e photoshoppate, per così dire.

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    1. Credo che selezionare le "confessioni" che facciamo di noi per ottenere più visibilità alla fine farebbe l'effetto contrario: darebbe un'immagine stereotipata che non crea identificazione nei lettori.
      Non ci ho mai provato, però credo che sia sempre meglio essere sinceri, magari anche dicendo poco, ma con sincerità.

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  10. Finora ho avuto il problema opposto, cioè mi è sempre stato rimproverato l'eccesso di anonimato. Addirittura prima del restyling del blog, dove c'è anche la mia foto, Ivano Landi mi immaginava pallidissima e con una pettinatura come la contessa Bathory!

    A me fa piacere sapere qualcosa degli altri blogger, specialmente se sono collegate alle loro passioni, come nel tuo caso il teatro. Però un blog che ruota solamente attorno al blogger non mi piace. Secondo me la discriminante è avere una preponderanza di articoli che possano essere utili anche per gli altri. Invece ci sono blog che si parlano addosso, quindi sempre: "la mia splendida vita", "i miei successi", "i miei romanzi," "le mie presentazioni", "gli articoli su di me", "le mie vendite", "i fan che mi adorano" ecc. Quei blog secondo me lasciano il tempo che trovano, ma è un'opinione puramente personale beninteso! :-)

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    1. Ahah :) Io prima non ti immaginavo proprio, avevi dato davvero troppo poche informazioni! Non so se essere senza volto sia più lusinghiero di essere come la contessa Bathory... Diciamo che nella mia testa eri una figura misteriosa ;)

      Verissimo anche ciò che dici tu, neanche io seguirei un blog che parla esclusivamente della vita di una persona. Se si tratta di un personaggio famoso, forse un blog così ha senso (ma dipende comunque dai gusti). Però se io, che sono una signora Nessuno, mi mettessi a parlare di ciò che faccio dalla mattina alla sera, credo che voi lettori ve ne andreste verso altri lidi... e avreste ragione!

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  11. Credo che il confine di cui parli sia necessariamente ballerino. A me piace conoscere qualcosa della vita del blogger, non sotto forma di pochi paragrafi di biografia, ma attraverso quei tocchi personali qua e là che mi danno la sensazione che il nostro rapporto, in qualche modo, progredisca; mi dà calore. Sotto questo aspetto il tuo blog mi sembra molto ben fatto ed equilibrato.

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    1. Grazie, sono contenta che il mio blog ti sembri equilibrato :)
      Credo che un tocco personale ogni tanto sia più che giusto, perché il blogger cambia nel corso del tempo. Io non sono la stessa di quando ho iniziato a scrivere e ovviamente chi legge se ne accorge.
      Ho cambiato un paio di volte anche la pagina della biografia e probabilmente la cambierò ancora quando riuscirò a capire cosa fare della mia vita.

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  12. Come sai, anch'io gravito nell'ambito teatrale, adopero due tipi di social, il blog e in parte Fb, quindi necessariamente a volte capita di "raccontarsi". Io lo preferisco, sebbene non voglia mai esagerare nel farlo, perché penso che essere riservati almeno un po' sia sinonimo di eleganza e perché di fatto non serve dire troppo di sé. Quando mi capita di imbattermi in blogger o personaggi del mondo dello spettacolo che "mettono tutto in piazza" me ne sento a disagio, come infastidita. Io sono anche insegnante in una scuola pubblica e il problema per me si pone come duplice. Trovo quindi una giusta misura. Mi racconto in ambito artistico, in parte in quello professionale, ma sempre cum grano salis, ecco.

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    1. La "regola della nonna" citata da Tenar vale a maggior ragione con i colleghi o, nel tuo caso, con gli studenti. È molto più probabile che sia un collega ad "intercettare" la nostra presenza in internet, piuttosto che la nonna... ma entrambi ci devono ricordare che è meglio usare buon senso in ciò che si sveliamo di noi.
      Se ci limitiamo all'ambito teatrale è difficile sbagliare, ma ci sono anche piccole curiosità che non ci faranno alcun male se diventano di dominio pubblico, basta pensarci bene prima di scrivere.

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  13. Ah, che bello! Non sono la sola a "farmi le paranoie"...

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    1. Anch'io mi sono sentita confortata, quando ho scoperto che siamo in tanti!

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