13 dicembre 2016

Birre e rivelazioni

Di solito, per farmi andare a teatro, non c'è bisogno di convincermi.
Però, se aveste mai bisogno di convincermi ad andare da qualche parte, potete ricordare che la parola magica per farmi uscire di casa è “birra”. Ecco perché non potevo perdermi questo spettacolo di e con Tony Laudadio.
Se poi aggiungete che la colonna sonora era composta da canzoni di Simon e Garfunkel, converrete di certo che ho fatto bene ad acquistare il biglietto e ad investire una domenica pomeriggio per vedere questa rappresentazione al Teatro Studio Melato di Milano.


Sono solo due attori a tenere in piedi la conversazione e a catalizzare l’attenzione del pubblico, anche quando non stanno parlando.
“Birre e rivelazioni” è il titolo dello spettacolo. La prima parte è presto spiegata: la storia si svolge interamente all'interno della birreria gestita da Marco e le scene sono scandite dal numero di bicchieri bevuti. “Atto unico in otto birre” recita infatti il sottotitolo.
E le rivelazioni? Sono offerte dall'altro personaggio, Sergio, professore di italiano del figlio di Marco. E vanno bevute lentamente, proprio come le birre.

Una sera, Sergio si presenta nella birreria di Marco, apparentemente per una visita di cortesia.
Il proprietario del locale lo accoglie calorosamente, ma allo stesso tempo appare preoccupato e chiede se il motivo dell’incontro non sia il realtà il rendimento scolastico di suo figlio Francesco. Il professore lo rassicura: Francesco ottiene sempre dei buoni voti in italiano, ha qualche problemino in matematica, ma alla maturità se la caverà senza troppi problemi.
Inizia una conversazione un po’ impacciata, ma tutto sommato tranquilla, finché Sergio non si decide a rivelare il vero motivo che l'ha condotto alla birreria: Francesco l’ha scelto come confidente per raccontargli di un suo problema.
Marco si sente tradito da questa confessione, quasi privato del suo ruolo di padre. Anche se Sergio cerca di convincerlo che non si è trattato di nulla così importante, Marco non può fare a meno di sentirsi offeso e allontana bruscamente il professore.

Qualche sera dopo, Sergio ritorna per scusarsi e i due si ritrovano di nuovo a parlare di fronte ad un boccale di birra. Marco non ha ancora metabolizzato la delusione per la scoperta che il figlio si è confessato con un estraneo e non con lui... ma la verità più difficile da accettare, scopriremo presto, non sarà questa.
Sergio finalmente rivela qual è il problema che Francesco gli ha confidato: lo studente ha iniziato a sospettare di essere più attratto dai ragazzi che dalla ragazze.

Marco non reagisce bene alla notizia... ma la reazione è dovuta all'omofobia, alla delusione delle aspettative che aveva riposto nel futuro di Francesco o alla paura per il giudizio della società che il figlio dovrà affrontare?
Riuscirà l'amore del padre per il figlio a superare quest'ostacolo? Ma soprattutto, come reagirà Sergio quando Marco si troverà costretto a chiedergli aiuto per la situazione in cui si trova Francesco?

Da spettatrice, mi sono ritrovata anch'io a preoccuparmi per Francesco, che è il centro di tutte queste discussioni, ma non compare mai in scena. Si parla sempre di lui, ma non gli si chiede mai la sua opinione.
Chissà, se potesse esprimere direttamente il proprio parere, forse, questa situazione si risolverebbe più facilmente. Forse riusciremmo a capire che cosa sta davvero accadendo, invece di dedurre i fatti dalle mezze verità di Sergio; ma purtroppo non c’è comunicazione.
Marco vorrebbe mantenere un buon rapporto con il figlio, ma allo stesso tempo prova imbarazzo a parlargli di questi argomenti. Allo stesso modo, Francesco non riesce a confidarsi con il padre e possiamo intuire che abbia paura della reazione dei genitori.

Di questo vuoto comunicativo approfitta Sergio, che racconta la sua versione dei fatti omettendo alcuni dettagli e rivelandoli solo quando gli fa comodo. Infine, cerca di manipolare Marco per arrivare al suo fine... ma riuscirà a portare a termine il suo progetto?
Questo non ve lo dico, lo scoprirete se andrete e vedere lo spettacolo.

L’unico difetto di questa rappresentazione è che la birra se la bevono solo i personaggi e non gli spettatori... ma anche così rimane un’esperienza che vale la pena vivere.
I due interpreti sanno dosare dialoghi e pause nel modo giusto per mantenere l’attenzione del pubblico sempre viva. Le musiche e le luci rendono perfettamente l’atmosfera della birreria in tarda serata e dei discorsi che solitamente si fanno a quell'ora.

Insomma, vi consiglio di tenere d'occhio i teatri della vostra città per vedere se questo spettacolo arriva anche vicino a voi, perché vale la pena di andarlo a vedere. Anche se non vi offriranno la birra. Ma ve ne farete una ragione.

- dramaqueen




Foto dal sito del Piccolo Teatro di Milano

10 commenti:

  1. Secondo me il prof deve dire che in realtà sta col ragazzo...
    Bella l'ambientazione, da amante delle birre non potrei che apprezzare quest'opera :)

    Moz-

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    1. Chissà, chissà... Non faccio spoiler!
      Amante della birra anche tu? Allora su questo punto siamo d'accordo :)

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    2. Decisamente.
      Amo le stout, principalmente :)

      Moz-

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    3. Io non sono proprio espertissima, ma mi sto facendo una cultura ;)

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  2. Beh, le birre hanno il loro perché specialmente le doppio malto o le belghe d'abbazia .
    P.s
    Non è che invece è il professore ad essere una sorta di stalker pedofilo che ci sta provando col ragazzo?

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    1. Forse ci sei andato vicino... O forse no... Non faccio spoiler ;)

      Sulla doppio malto concordo appieno! Quella volta in pizzeria a Milano non mi hai visto bere birra solo perché ero sotto antibiotici... xD

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  3. Ma via via che il dramma scorre l'eloquio e la recitazione si fanno confusi per l'effetto dell'alcol? Dopo otto birre...

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    1. Mi sono spesso chiesta se fosse vera birra quella che bevevano gli attori, ma credo di no... altrimenti all'ottava scena sarebbero entrati in scena barcollando!

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  4. Sono ripassato per augurarti un sereno Natale e buone festività. :)

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    1. Grazie davvero! Scusa se rispondo in ritardo, ma subito prima di Natale ho avuto un problemino di salute (niente di grave, ma sono dovuta stare a riposo) che mi ha impedito di continuare con l'attività del blog... Infatti mi scuso se non ti ho risposto subito, ma mi sono presa una pausa da internet e social network.
      Buone feste, anche se un po' in ritardo, anche a te! Spero che tu abbia passato un buon Natale!

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