17 gennaio 2017

A che cosa servono le recensioni?

Ritorno dopo una serie di vicissitudini (e virus invernali) che mi hanno fatto un po' trascurare il blog. Oggi non scrivo un post di quelli seri e documentati, ma una piccola riflessione che mi frulla in testa da un po'. Forse non è del tutto in tema con il teatro, ma c'entra con quello che scrivo su questo blog.


Qualche giorno fa è nata una discussione tra due youtuber che seguo e mi sono messa a riflettere anch'io sul tema. Veramente, più che una discussione erano una serie di frecciatine più o meno dirette... ma comunque, non mi interessa parlare di queste due persone, quanto dell'argomento.
La domanda era: si può recensire un film anche se non si ha una laurea in cinema? Oppure bisognerebbe far parlare solo le persone competenti
Effettivamente, ha senso dire che tutti hanno diritto ad una loro opinione, ma solo chi ha studiato l'argomento può fare un'analisi completa e documentata. Se vale per il cinema, quindi, dovrebbe valere anche il teatro.


Sulla scia di queste riflessioni, mi sono messa a fare una cose che mi vengono meglio: sentirmi in colpa. Eh sì, perché io scrivo di teatro ma non ho né una laurea al DAMS né un diploma di un'Accademia d'Arte Drammatica.
Eppure ho anche scritto qualche recensione di spettacoli che ho visto (ad esempio, Beyond Vanja e Birre e rivelazioni sono ultimi due a cui ho assistito).

A mia discolpa, devo dire che ho sempre ammesso la mia incompetenza. C'è scritto nella mia biografia che non sono un'attrice professionista e in, ogni post in cui vi parlo di argomenti che so di non conoscere bene, ve lo dico.
Cerco di informarmi il più possibile e di parlarvi di ciò che molte persone non conoscono del teatro. Di quello che magari ci si domanda ma non si trova l'occasione di chiedere. Che cosa succede dietro le quinte, come si fa per diventare attori, che esercizi si fanno ad un corso... e, in tutto questo, mi pare che ci stiano bene anche le recensioni, tanto per mostrare che qualche volta vado anch'io a teatro.

Ma qui sta il problema: che cosa vuol dire "recensione"?
Io non ho le competenze per potervi fare un'analisi drammaturgica, per parlarvi della regia o di come una particolare luce mette in evidenza un dato aspetto nella data scena... Mi piacerebbe e credo che sarebbe interessante, ma ho avuto la brutta idea di studiare ingegneria, quindi non lo so fare.
Quelle che scrivo io non sono proprio delle recensioni, perché spiegano poco del significato dell'opera. Diciamo che sono più dei racconti dello spettacolo attraverso i miei occhi, nel tentativo di creare interesse nei lettori.
Possono servire comunque a qualcosa? Credo di sì. Magari possono incuriosire qualcuno e convincerlo a vedere lo spettacolo (anche se spesso lo spettacolo stesso è più famoso del mio blog).

Sarebbe meglio se riuscissi a dare una lettura più profonda di quella del comune spettatore, come fanno certe belle recensioni di film, però non ho studiato abbastanza per farlo. Magari un giorno riuscirò, chissà. Intanto continuo a scrivere le mie opinioni personali, perché magari a qualcuno possono essere utili lo stesso.
E voi, cosa pensate delle mie recensioni e delle recensioni in generale? Vi piace leggerle? Che cosa sperate di trovare quando ne leggete una? Fatemi sapere anche la vostra opinione!

- dramaqueen


26 commenti:

  1. Non hai tutti i torti. Tecnicamente per scrivere recensioni obiettive bisognerebbe conoscere approfonditamente l'argomento di cui si parla. Per parlare di cinema e teatro, giusto per rimanere in argomento, bisognerebbe capirne le dinamiche, quello che si può fare e che non si può fare, le difficoltà e le tecniche.
    E' però anche vero che se così davvero fosse di recensioni in giro ne leggeremmo ben poche e, spesso e volentieri, le troveremmo falsate magari da pregiudizi, invidie e rancori di chi lavora nello stesso ambiente.
    Considera inoltre che chi davvero usufruisce di cinema e teatro (ma anche di letteratura, di televisione e di quello che vuoi) non è l'addetto ai lavori, bensì la persona comune, che magari non è un esperto ma è colui per il quale lo spettacolo ha ragione di esistere, colui che ha pagato un biglietto per l'intrattenimento, per poter ridere e sorridere, per poter commuoversi, piangere, provare paura, angoscia, passione...
    Alle fine è quello l'obbiettivo di un'artista, no? Riuscire a tirare fuori un emozione... Se non ci riesce potrà anche aver fatto bene il suo compitino ma avrà fallito.

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    1. È vero che, come dici tu, ci sono poche persone competenti e invece l'arte dovrebbe essere accessibile a tutti.
      Grazie per la tua riflessione, non saprei bene cosa aggiungere perché hai già detto tutto, ma ora mi sento più giustificata in quello che faccio :)

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  2. Ciao Elisa, io condivido l'opinione di Obsidian M. Un conto è ammettere di non essere "esperti" e quindi, non avere le competenze necessarie per scendere in dettagli tecnici, un altro discorso è sostenere che a ragione di questo, non si possono esprimere opinioni personali. Anche chi non ha studiato può dire se uno spettacolo a cui ha assistito è stato di suo gradimento e raccontare cosa lo ha entusiasmato e cosa no. Credo che a certi livelli, l'arte sappia dire di se da sola, anche senza l'intervento dei critici.

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    1. Credo che aver studiato serva per comprendere alcuni significati o riferimenti che non sono evidenti a tutti, ma sicuramente ognuno ha il diritto di avere la sua opinione personale. L'arte arriva in modo diverso ad ognuno.

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  3. Un pensiero giusto, ma anche secondo me non occorre un'apologia: molte delle recensioni presenti sui giornali non sono scritte da esperti, quindi a maggior ragione in un blog ci si può sentire liberi dalla colpa di operare a livello "amatoriale", l'importante è avere la correttezza di documentarsi e l'accortezza di non lanciarsi in divagazioni presuntuose. Se vogliamo, al posto del termine ultra-tecnico "recensione", possiamo parlare di "riflessioni", che sono alla portata di qualsiasi persona disposta a mettersi in gioco, a confrontare le proprie impressioni con quelle degli altri, argomentare cordialmente e riportare esperienze. Personalmente, è proprio questo che ricerco nelle recensioni che leggo e scrivo: non specialismo a valanghe (al massimo lo apprezzo nella letteratura, perché è la mia disciplina, ma ciò non vuol dire che lo esiga), ma piacevolezza e spunti.

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    1. Non voleva essere un'apologia, ma (come ho detto) sentirmi in colpa è una della cose che mi riescono meglio, quindi il post si è involontariamente trasformato in una lettera di scuse ^^"
      Credo che tu abbia centrato il punto: bisogna esporre le proprie impressioni, confrontarsi e non credere di avere l'unica verità in tasca.

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  4. Anche io penso che sia la parola "recensione" a generare equivoco. La recensione in senso stretto dovrebbe farla una persona competente (regola spesso non rispettata neppure da quotidiani e riviste, che le affidano a collaboratori privi di qualunque titolo di studio attinente al teatro o al cinema o alla letteratura).
    Però questo non significa che io comune mortale non possa dire la mia. Se un libro, un film, uno spettacolo mi piace o mi delude, posso dirlo anch'io, possibilmente spiegando in modo dettagliato perché e per come mi è piaciuto / mi ha deluso. Ma nel mio caso non è una recensione, solo la reazione di uno spettatore / lettore.
    Io eviterei la parola "recensione" sostituendola con "impressioni personali" o qualche altra espressione che renda l'idea, tutto qui.

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    1. Certamente, ciascuno spettatore (o fruitore dell'arte, in generale) ha il diritto di dire se ha apprezzato e che cosa ha apprezzato di più o di meno.
      Nella sezione dedicata alle opere teatrali c'è scritto che le mie non sono vere e proprie recensioni, però per brevità finisco sempre per chiamarle così... Forse dovrei trovare un'altra parola.

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  5. Semplice....la recensione o chiamatela come vi pare
    È l'emozione che vi lascia qualcosa brutto o bello che sia..
    E SICURAMENTE LA MIGLIORE, PIÙ GENUINA E VERA È FATTA NON DA "MESTIERANTI".......ma dalla passione PER QUALCOSA
    CHE INTERESSA.

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    1. Ciao e grazie per il tuo commento.
      Spero che anche coloro che lo fanno di mestiere ci mettano passione, perché è l'unico modo per fare veramente bene il proprio lavoro.

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  6. Io scrivo poche "recensioni" e di solito le definisco "discorsi sconclusionati", però penso che sia importante raccontare quello che un'opera ci ha fatto sentire. Non sarà un parere tecnico o una vera recensione, magari, ma la vita non è solo tecnica. Basta che ognuno faccia il suo mestiere e ammetta i suoi limiti, senza sensi di colpa.

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    1. Ecco, forse dovrei chiamarli "discorsi sconclusionati" anch'io, allora! Troverò un'altra espressione che magari non richiami così la tecnica, che io non ho.

      Vieni a dire a me "senza sensi di colpa"? Ahahah che bella battuta ;)

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    2. La mia etichetta si chiama comunque "Recensioni", lo specifico solo nei post.

      La battuta è doppia dato che sono IO che lo dico a TE.

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    3. Fondiamo un club di persone con i sensi di colpa!

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    4. No, mi sentirei troppo in colpa.

      (Si vede che voglio essere come minimo il vicepresidente, vero?)

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    5. Ti nomino presidentessa del club ;)

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  7. Ciao, Elisa, e buon 2017 di vita e teatro.
    Io credo che si possa definire recensione anche quella di un qualsiasi amante della letteratura e dei libri. Per essere tale deve possedere una certa completezza ma da quello che leggo in giro in generale molti blogger sanno farne di molto buone.
    E' un bene che ci si senta in dubbio sulle proprie competenze, questo ci spinge a fare di più e meglio.

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    1. Ciao e tanti auguri di buon anno anche a te!
      Io non pretendo di poter scrivere una recensione completa, però ci provo e cerco sempre di migliorarmi. Almeno sono certa di non peccare di superbia, mettiamola così :)

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  8. Il fatto di essere competenti sull'argomento comunque non implica per forza saper fare una critica fatta bene, e nemmeno obiettiva o corretta. Ho visto la critica americana elogiare romanzi di Stephen King piuttosto discutibili, quando non si trattava di emerite porcate.
    Io direi che pur mancando di conoscenze e competenze sull'argomento possiamo almeno dire se ciò che fruiamo ci è piaciuto o meno e perché. Poi le avessimo, faremmo qualcosa di più completo.
    La critica sta alla recensione come la moda sta all'abbigliamento o il design all'architettura.

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    1. Hai ragione, la competenza non basta: ci vuole anche la capacità di essere obiettivi. Però non sempre è facile e soprattutto non in tutti i contesti...

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  9. Credo che ognuno, al proprio livello, abbia il diritto di esprimere un'opinione senza sentirsi a disagio. Se guardo un quadro, non ci vedo quello che vede Sgarbi, ma ugualmente ne riceverò una certa impressione; poi mi può interessare - o anche no - trarre dalla sua cultura spunti per ampliare le mie vedute, ma sento di poterne parlare in quanto essere umano, anche se non diplomato, certificato e ufficialmente riconosciuto.

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    1. Certo, sul fatto che tutti abbiano diritto ad esprimere la propria opinione non si discute, ma ci sono persone che mi prendono per un'autorità solo perché trovano il mio blog su internet... Ecco, questo mi mette un po' in soggezione.

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    2. Ah sì, questo lo capisco bene! Del resto se una persona non offre quello che è, cosa può offrire?

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    3. Posso impegnarmi a studiare e diventare più competente, ma ho i miei limiti :)

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  10. Il fatto è che il significato di "recensione" è mutato negli anni recenti, in cui anche l'ultimo arrivato può esprimere un parere sui social, mentre prima era limitato da fanzine o comunque pubblicazioni non professionali. Questo fa sì che sia recensione sia il parto di un critico sia un commento improvvisato e a caldo del sottoscritto, che per una sorta di mezza modestia usa spesso i termini "commento" oppure "opinione" per riferirsi alle recensioni... ma alla fine è chiaro che se la recensione si trova su una testata professionale e specialistica avrà una diversa caratura (si spera). Non penso che sia una questione inutile, quindi, ma che ho imparato a prendere con più leggerezza nel corso degli anni.
    In altre parole, continua a recensire. E se intravedi uno spunto per andare più a fondo, non esitare. Quando mi capita, mi dà sempre una grande soddisfazione! (E la prima volta che qualcuno mi ha stimolato a farlo guarda il caso, è stato per l'unica recensione scritta per un blog semi-professionale.)

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    1. Questa non è una testata specialistica, ma chissà perché tante persone mi prendono più sul serio di quello che dovrebbero...
      A volte evito di fare troppe congetture per non dire cose che non stanno né in cielo né in terra, però potrei andare più a fondo se trovo uno spunto, sempre specificando che si tratta solo di una mia interpretazione. Potrebbe essere interessante. Grazie per la tua riflessione!

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