24 febbraio 2017

Diario di un'aspirante doppiatrice

È veramente strano, ora, trovarsi a frequentare la prima lezione di un corso di doppiaggio. 
Soprattutto con l'insegnante che ci parla come se avessimo la concreta possibilità di diventare dei professionisti. E, in effetti, se siamo lì, ce l'abbiamo. È assai improbabile che tutti e dieci diventiamo effettivamente dei doppiatori che riescono a lavorare abbastanza, ma qualcuno potrebbe farcela.


So che questo è solo il primo gradino di una lunga scala e che non è detto che arriverò in cima, però è surreale lo stesso, se immagino che questo momento l'avevo tanto sognato.
Mentre ero lì, mi sono proprio rivista, quasi dieci anni fa, mentre seduta sul divano davanti alla TV guardavo i cartoni animati e sognavo. Leggevo i nomi nei titoli di coda, riconoscevo le voci e speravo che un giorno una di quelle voci potesse essere la mia. Immaginavo di poter leggere il mio nome che scorreva sulle note della sigla finale.

Me la ricordo come se fosse ieri, la Elisa sedicenne, che davanti al computer sfogliava le pagine de Il mondo dei doppiatori. Era praticamente la mia bibbia, all'epoca. 
Ci avrei passato le ore, se non fosse che all'epoca internet non aveva la tariffa fissa e stare su più di un'ora era un dispendio. Non c'era nemmeno l'ADSL, né il wifi, internet bisognava attaccarlo con il cavo e la prolunga. E stare attenti che nessuno ci inciampasse.
Mi sembra di parlare della preistoria! In effetti è passato tanto tempo e io ero molto più sognatrice allora. Tutto sembrava parte di un mondo magico. Difficile, certo, ma magico. Milano era una specie di terra promessa.

Ora, almeno una parte di quei sogni è diventata vera. 
Sognavo Milano e ora sono qui. Anche se quando lo sognavo non avevo ancora avuto esperienze di convivenza con coinquilini e quindi non sapevo che cosa avrei dovuto aspettarmi... ma per ora, su questo fronte, non mi è andata male.
Certo, continuo a sognare una casa mia, ma prima o poi arriverà.

Il corso ora c'è. La prima volta mi era andata male, ma ora c'è. 
Sono stata in una saletta di registrazione a doppiare i personaggi dei film, con un fonico e un microfono di quelli super professionali. Ci ritornerò ogni giovedì, fino a maggio, ed è meglio per me se in questo lasso di tempo imparo a fare bene il lavoro della doppiatrice. Il tempo è poco, ma farò del mio meglio.
Anche il CTA lo sogno da un bel po'. Ho iniziato molti anni fa ad informarmi sulle migliori scuole di doppiaggio e questa mi era sempre sembrata la più seria. L'ho deciso da quando l'ho vista sul curriculum di Massimo De Benedetto e Benedetta Ponticelli.
Pino Pirovano era tra i nomi che leggevo nei famosi titoli di coda. Faceva il direttore del doppiaggio già allora. E adesso sono nella stessa stanza con lui che mi dice di fare una battuta un po' più così o più cosà. Mi ha scelto dopo un provino, quindi un minimo di fiducia nelle mie potenzialità ce la deve avere.

Nella realtà, tutto si rivela sempre diverso da come lo avevo immaginato. Non so se succede anche a voi, ma a me succede sempre.
Adesso è diverso perché c'è da fare fatica... ma in realtà non avevo paura di impegnarmi, all'epoca. Mi impegnavo. Facevo il liceo classico più difficile della provincia [modestia mode:off] e frequentavo due corsi di teatro, impegnandomi al massimo in tutti e due. Dovrei ritrovare la determinazione che avevo allora.
Nel frattempo ho preso un po' di batoste che l'hanno incrinata, ma se voglio arrivare da qualche parte, da qualsiasi parte, la devo recuperare.

Non posso restare demoralizzata per sempre, devo darmi da fare. Recupererò la determinazione per la me di adesso, che non ne più più di essere sempre pessimista; per la me del futuro, che spero possa fare un lavoro che le piace; e per la me del passato, che passava i pomeriggi sul divano davanti ai cartoni animati, ad analizzare le sfumature delle voci. 
Mi va di rendere fiera quell'Elisa sedicenne e ora, se potesse saperlo, credo che sarebbe contenta di vedere che almeno il corso l'ho iniziato. Poi, il resto si vedrà.

Ecco, questa è la prima puntata del diario di un'aspirante doppiatrice, scritta quasi di getto e ideata mentre ero al corso e mi guardavo intorno un po' incredula di dove mi trovavo.
Non so se ci saranno altre puntate, ma spero di sì. Spero che questo mio viaggio continui almeno un altro po'.

- dramaqueen


8 commenti:

  1. I sogni non costano niente, non richiedono impegno e fatica. Ora stai lavorando per diventare ciò che vuoi e quindi è normale che sia "diverso", ma i sogni, se restano solo tali, prima o poi sono destinati a lasciare spazio ad altro, perché la vita va avanti e ci chiede di diventare più responsabili e concreti (anche a furia di batoste). Lotta per rendere il tuo sogno la tua vita, così non dovrai mai dirgli addio e sarai comunque responsabile e concreta. In pochi ci riescono, ma conosco la determinazione di cui sei capace e ho buone speranze!

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    1. Sicuramente dovrò anch'io diventare più responsabile e concreta... anzi, lo sto già facendo, perché lavorare per migliorare è comunque una cosa concreta in cui bisogna spendere tempo ed energie. Certo, è più comodo stare spaparanzati sul divano, ma mi devo dare una mossa.
      Non so ancora se ci riuscirò, ma spero di riuscire a tirar fuori di nuovo la determinazione di cui parli!

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  2. Sono contentissimo per te :D
    Una cosa così grande forse non mi è mai capitata. Vivere nel sogno che avevo da bambino... però non ti demoralizzare e vai sempre avanti al massimo!
    Mi sono gasato io per te leggendo le tue righe. Che fico!!!

    CervelloBacato

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    1. Beh, ad onor di cronaca non ero proprio bambina, ero adolescente (perché la me di allora si incazza se dici queste cose, eh!). Il mio sogno da bambina era pubblicare un libro, ma dubito che succederà, dato che non ci sto più provando. Però mi impegnerò per trasformare questo sogno in realtà!

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  3. E' bello quando si riesce ad acchiappare un pezzetto di sogno. :)

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