28 febbraio 2017

La La Land - Inseguire i sogni o il successo?

"Io odio i musical, però La La Land mi è piaciuto" è la frase che ho sentito più spesso a proposito di questo film. Ed è anche la frase che mi ha convinto a vederlo, perché io odio i musical. Alla fine, mi sono ritrovata a ripeterla anch'io, una volta uscita dal cinema, perché mi è piaciuto tantissimo.


Una rassicurazione ai non amanti dei film musicali: le canzoni non sono eccessive. Succede di rado che l'azione si fermi e tutti si mettano a cantare (che è appunto la cosa che odio); invece la musica è ben integrata nel contesto e contribuisce al progredire della storia.
Ma questa non è una recensione, perché il film l'hanno già recensito milioni di persone (a proposito, vi consiglio il video di BarbieXanax che ne parla). Io voglio proporvi una riflessione "dall'interno", visto che mi trovo in una posizione simile a quella di Mia e mi sono riconosciuta in molti aspetti.

Non farò spoiler, anche se è abbastanza difficile, perché la forza di La La Land è che non è un film prevedibile e sa sorprendere lo spettatore.
La protagonista è Mia, un'aspirante attrice che cerca di sfondare a Hollywood, ma nel frattempo lavora in un bar frequentato dalle star del cinema. Si divide tra i cappuccini da servire e i provini che vanno tutti, immancabilmente, male. Però lei è decisa a continuare.
Un giorno, Mia conosce Sebastian, un pianista jazz che ha dovuto cedere il suo locale, ma sogna di aprirne uno nuovo. I due si incontrano per caso alcune volte, finché... sorpresa sorpresa, s'innamorano. Ma questo si vedeva già dal trailer.

I due condividono le loro passioni e si incoraggiano a vicenda ad inseguire il successo. Oppure ad inseguire le loro passioni? Ma non è la stessa cosa?
Veramente, no. E nel film diventa evidente, ad un certo punto, che avere successo oppure inseguire il sogno di esprimere la nostra arte non sono due strade che necessariamente coincidono. Possono coincidere, in alcuni fortunati casi, ma non è automatico.
È facile accorgersene: quello che piace a noi, spesso non interessa alla maggior parte delle persone. Altrimenti, perché i miei video non hanno milioni di visualizzazioni?

In realtà, io non ho mai sognato di diventare una diva di Hollywood, anzi, penso che diventare famosa sarebbe eccessivo. Mi piacerebbe diventare conosciuta nel mio campo, ma non di certo avere la gente che mi ferma per strada ogni tre metri per chiedermi un autografo!
Fortunatamente, non credo proprio di correre questo rischio.

Però... un minimo di successo serve. Sarebbe bello riuscire a vivere facendo quello che ci appassiona, ma la nostra arte deve anche piacere a qualcuno, deve essere vendibile per darci i soldi per campare. Quindi, questo costringe ad adattarsi alle circostanze.
Che cosa è meglio: continuare a fare solo quello che ci piace, anche se non ci fa guadagnare e dobbiamo avere un altro lavoro per mantenerci? Mettere da parte i nostri sogni e fare quello che piace alla gente, anche se non era la nostra aspirazione? Oppure fare inizialmente qualcosa che non ci piace per ottenere un po' di fama e di denaro, sperando poi di riuscire a costruire quello che sognavamo all'inizio?
Ognuno sceglie quello che crede meglio per se stesso e anche Mia e Sebastian dovranno fare i conti con questa decisione. Entrambi risolveranno il dilemma a modo loro, ma non vi anticipo di più.

Uno dei temi di cui questo film ci parla è proprio il successo. La La Land ci mostra che non è per nulla facile riuscire ad entrare nel mondo dorato di Hollywood... e questo lo sapevamo.
Ma ci mostra anche che, quando finalmente si supera quel provino e il sogno sembra realizzato, non è tutto dorato come sembra.
Ognuno, nella sua carriera, deve accettare dei compromessi, e questo succede anche a Hollywood. Da fuori sembra tutto magico, ma da dentro... non lo è.

Certo, fare questi discorsi è un po' da privilegiati, perché vuol dire che si ha la possibilità di provare ad inseguire il proprio sogno.
Ma poi, una volta che si inizia a provare, non è tutta discesa. Proprio per niente, anzi: è una salita piuttosto ripida. Ed è salita anche dopo, quando uno crede di avercela fatta, perché nei lavori artistici non esiste il posto fisso e uno deve impegnarsi per fare sempre meglio o verrà sostituito.
Insomma, sarà pure l'avverarsi di un sogno, ma ha i suoi lati oscuri. Da fuori sembra tutto dorato, ma non è tutto oro ciò che luccica.

La La Land affascina lo spettatore e sembra trasportarlo in un mondo fantastico. Ha una scenografia, una fotografia, dei costumi, delle musiche da sogno... ma alla fine ci mette davanti alla realtà e ci mostra che un sogno non è.

- dramaqueen

6 commenti:

  1. Immaginavo parlasse di una cosa del genere.
    E immagino che non abbia nemmeno un lieto fine, del tipo che si rinuncia alla felicità per inseguire il successo.
    Che dire, io spero che diventi famosa davvero, altroché: così posso dire "lei mi leggeva!" "io guardavo i suoi primi video!" :)

    Moz-

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    1. Posso fare spoiler? Sì dai, tanto ho avvertito: la storia d'amore non finisce bene, si lasciano. Ci sono rimasta un po' male, ma forse è meglio così perché altrimenti sarebbe stato troppo prevedibile.

      Ahah grazie! Spero che un giorno tutti voi possiate vantarvi di seguirmi da quando ancora non ero famosa ;)

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  2. credo che tutti quelli che hanno detto di odiare i musical ma aver amato questo, in fondo non odino realmente il musical oppure siano ora pronti a vederli in un'altra luce.
    Pregio di La La Land averglielo fatto scoprire e aver trovato un modo che potesse essere apprezzato anche da chi diffidava del musical! :)
    comunque l'ho adorato

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    1. Non odio tutti i musical. Però, dei pochi che ho visto, una buona parte avevano una trama deboluccia e interrotta in continuazione dalle canzoni (che è una cosa che odio anche in certi film Disney).
      E poi, il mio rapporto con i musical è ancora più conflittuale perché ho dei gusti musicali strani e il pop mi annoia già dalla terza canzone. Infatti, ho adorato "We will rock you".

      Ma il vero motivo per cui dico di odiare i musical (ora ve lo posso dire) è perché il mio ex ci recitava e mi ha rotto le scatole tantissimo con quest'argomento.
      Quindi non odio tutti i musical, ma per copione recito la parte di quella che li odia ;)

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  3. Ho fatto più o meno le stesse tue considerazioni sul film anche perché la pellicola precedente del regista metteva ancora più in luce i lati oscuri neppure del successo ma proprio del talento.
    PS: se il tuo ex recitava musical sei autorizzata ad odiarli ;)

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    1. Ho letto il tuo post (anche se non l'avevo commentato perché ero da cellulare, ma ora vado) e mi sono sentita poco originale a parlare di un argomento così simile ^^"
      Ma giuro che questo post l'avevo scritto prima!
      Non ho visto Whiplash, ma mi hai fatto venire voglia di vederla.

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