7 marzo 2017

5 ragioni per cui non diventerai mai un attore famoso... forse

Qualche giorno fa ho letto l'articolo Cinque ragioni polemiche per cui non diventerai mai uno scrittore di successo scritto da Antonio Lanzetta su Grado Zero, anche se non sono una scrittrice, perché mi sembra che noi aspiranti artisti siamo tutti nella stessa barca (e ringrazio Maria Teresa Steri per averlo condiviso).


L'articolo inizia con la frase:

Tra tutte le passioni che potevi avere, la scrittura è la più stronza.
Eh no, caro il mio autore. Se la pensi così, vuol dire che non hai mai provato con la recitazione. Perché, in questi anni, anche la mia passione si è dimostrata parecchio stronza con me.
Sicuramente anche la scrittura ha delle notevoli difficoltà e non ho intenzione di stilare una classifica per mettere le varie forme d'arte in ordine di stronzaggine, ma bisogna riconoscere che tutti noi che siamo nati con aspirazioni artistiche siamo capitati abbastanza male.

Anni fa, quando nella blogosfera frequentavo soprattutto blog di scrittori, facevo spesso dei parallelismi tra lo scrittore e l'attore (come nel caso delle 22 lezioni di Stephen King).
Anche in questo caso vorrei farne uno, perché queste cinque ragione per cui tu, lettore o lettrice, non diventerai mai uno scrittore di successo potrebbero trasformarsi facilmente in cinque motivi per cui non diventerai un attore famoso.

  1. Non leggi abbastanza. Che diventa: non vai abbastanza a teatro, non studi abbastanza, ma soprattutto credi di essere nato già con la sapienza dell'arte drammatica infusa. Tanto, per recitare basta mettersi davanti alla telecamera e parlare, no? No. Non basta questo. Bisogna avere l'umiltà di studiare, imparare, accettare le critiche e migliorarsi sempre.

  2. Lecchi il culo, ma non lo fai nel modo giusto. È vero che è importante farsi conoscere nell'ambiente e creare una rete di contatti, ma questo non significa ostentare piaggeria nei confronti di altri attori e registi.

  3. Hai visto troppi episodi di Californication se pensi che un agente letterario possa salvarti la vita. Oppure se credi che un regista ti vedrà per caso e rimarrà folgorato dalle tue doti espressive, proponendoti subito un ruolo nel suo prossimo film. Mi dispiace dirtelo, ma è un'eventualità decisamente improbabile. Per essere scelti bisogna proporsi, presentarsi ai provini e ricevere tante porte in faccia. A nessuno importa di te e nessuno ti verrà a cercare, sei tu che devi conquistarti il tuo spazio.

  4. Non ti conosce nessuno. Eh già, non sei un modello, una showgirl, uno youtuber che può essere messo in mezzo ad un film a caso, così la gente lo va a vedere solo perché ci sei tu. Io non ho niente contro queste tre categorie, però nei film ci dovrebbero lavorare gli attori. Se uno è un bravo youtuber, non è per nulla detto che sia anche un bravo attore.

  5. Alla gente non frega un cazzo dei libri. Questo si trasforma nel gran finale, quello che prima o poi viene fuori da tutti i discorsi: tanto la gente non va più a teatro. E i film, le fiction, li fanno solo quelli raccomandati. E la fiera del disfattismo. Insomma, mettitela via: il mondo non ha bisogna di te, giovane aspirante attore. Anzi, peggio, non ti vuole proprio.

Ecco, ora spero che tu abbia smesso di immaginarti con l'Oscar in mano mentre fai il discorso di ringraziamento all'Academy e che tu ti renda conto di quello che veramente diventerai: un disoccupato squattrinato.
O forse no.

Perché tutti i cinque punti che ho scritto sopra sono veri, ma esistono le vie di mezzo.
Le probabilità che tu diventi un divo o una diva di Hollywood sono piuttosto ridotte, ma questo non vuol dire che tutti i tuoi sogni siano da buttare nel cestino. Esistono attori non così famosi che si guadagnano da vivere e riescono comunque ad avere un impatto positivo sulla vita della gente. Magari non su milioni di persone, ma su qualche centinaio o migliaio, sì.
Le difficoltà ci sono e non è giusto ignorarle. Servono impegno, determinazione e anche circostanze favorevoli, ma ce la si può fare.

In ogni caso, credo che provare a seguire la propria passione, se c'è la possibilità, sia molto meglio che rimanere poi con il rimpianto.
Poi magari non ci si riesce (anch'io potrei non riuscirci mai), ma il tentativo c'è stato. Capita che tante cose, nella vita, vadano diversamente da come avevamo previsto, ma alla fine si trova il modo di farle funzionare. È giusto far presente le difficoltà a chi vuole intraprendere un percorso così difficile, ma perché bisogna sempre demolire le persone con frasi del tipo "non ci riuscirai mai"?

E poi, magari, c'è persino quello che, contro tutte le aspettative, riuscirà a diventare un divo del cinema e a vincere un Oscar. Chissà.

- dramaqueen


12 commenti:

  1. E' giustissimo provare, mai restare col rimpianto: le passioni vanno seguite, assecondate.
    E' che la gente spera di fare miracoli, diventare ricchissima...
    Se non puoi recitare a teatro, inizia dalle recite :)

    Moz-

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    1. È sempre il problema di inseguire le passioni o il successo di cui parlavo anche nel post precedente. Se uno vuole fare l'attore per diventare famoso, ma non ha nessun interesse per la recitazione, forse è meglio che vada a fare qualcos'altro..

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    2. La vedo esattamente come te!

      Moz-

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    3. Grazie, almeno ho un sostenitore!

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  2. Mi piace questa proposta trasformando il noto articolo. Ci sei riuscita assai bene.
    Mi piace come diventa sul finale, quando l'autore immaginiamo possa dirci che un buon attore è tale anche se non è famoso e avrà comunque l'opportunità di esercitare al meglio la propria arte contribuendo a portare la Bellezza nel mondo.

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    1. Grazie, sono contenta che ti sia piaciuto. Conosco molti attori bravi e non famosi, che hanno contribuito a portare bellezza nella mia vita e in quella di altre persone. Secondo me, non è poco!

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  3. A me queste cose tocca vederle in un altro contesto: non è così facile mettersi davanti a una classe e fare lezione, e farla bene, chiara, comprensibile e accattivante. Sembra sia solo dover parlare e basta, ma è molto di più, e mi è capitato di assistere a performance... non troppo esaltanti.
    Poi in questo periodo è toccato a me recitare davanti a un telecamera e oltre a "non è così facile come sembra", c'è anche da dire che è un'attività bella stressogena.

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    1. Ma certo, tutti i lavori sembrano facili a chi non li fa ;)

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  4. Beh la penso come te, non posso che condividere e pensare che la riflessione possa valere per scrittori, attori ma che si possa applicare a moltissime altre categorie.

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    1. Sicuramente si può applicare a molte categorie artistiche e forse anche ad altre.

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  5. I disfattisti sono ad ogni angolo di strada: dato che non riescono a realizzare le proprie aspirazioni, si divertono a demolire quelle altrui. Secondo me bisogna seguire il consiglio di Voltaire: "Ho deciso di fare ciò che mi piace perché fa bene alla salute." Se non è un buon motivo questo!

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    1. È vero che fa bene alla salute! Fare cose che non ci piacciono, invece, fa male. Almeno io mi deprimo tantissimo...

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