21 marzo 2017

Mamma e papà, voglio fare l'attrice!

Quando dirlo? Come dirlo? Quale sarà la reazione?
Perché, in fondo, anche questo è una specie di coming out. I vostri genitori vi vedono già medico, avvocato, insegnante o comunque avviati ad una professione rispettabile e normale... e voi invece ve ne venite fuori con questa strampalata idea di fare l'attore o l'attrice.


Però prima o poi bisogna dirlo, perché voi covate quest'idea da anni e magari avete già fatto qualche corso di recitazione, ma ora vorreste passare a fare qualcosa di più serio. Vorreste trasformare la vostra passione in un lavoro e sentite che questo sogno merita di essere seguito.
Quindi, vi serve il sostegno dei vostri genitori. Il sostegno morale, perché volete condividere questo vostro sogno, ma in molti casi anche il sostegno economico che vi serve per continuare a perseguire il vostro obiettivo.

Non sempre va tutto liscio al primo tentativo. Ad esempio, io ho fatto "coming out" quasi dieci anni fa, ma è da poco che i miei genitori si sono rassegnati ad accettare la cosa. Prima hanno sempre sperato che fosse solo una fase e che prima o poi mi sarebbe passata.
Uhm... in effetti, da questo punto di vista, noi aspiranti attori abbiamo veramente qualcosa in comune con i gay.

Bisogna anche capire i genitori, comunque. Loro aspirano soltanto a vedervi "sistemati" e tranquilli, ma in questo mondo moderno è sempre più difficile trovare un lavoro stabile
Già per chi prende una laurea in materie "normali" si prospetta un futuro di stage e contratti a termine, figuriamoci per chi sceglie una strada in salita e piena di ostacoli come quella del mondo dello spettacolo. Insomma, se non fanno i salti di gioia bisogna comprenderli.

Credo che esistano tre tipi di reazioni dei genitori a questa rivelazione:

  • I genitori entusiasti: saranno felici qualsiasi cosa voi scegliate di fare (entro i limiti della legalità) e vi incoraggeranno a fare del vostro meglio sempre.
  • I genitori ragionevoli: cercheranno subito di farvi ragionare sulle difficoltà che questa vostra scelta comporta, vi diranno che ci sono molte alternative che potreste considerare e vi ricorderanno che il teatro potrebbe rimanere un bellissimo hobby da praticare nel tempo libero.
  • I genitori contrari: non approveranno il vostro progetto e non avranno problemi a dirvelo chiaramente.
Se i vostri genitori fanno parte della prima tipologia... wow, siete fortunati! E sì, nel caso ve lo state chiedendo, è una tipologia che esiste, perché conosco persone che mi hanno raccontato questa reazione da parte del loro genitori.
La tipologia che io conosco meglio, invece, sono i ragionevoli, perché i miei fanno parte della categoria. Hanno attraversato una fase della negazione lunga parecchi anni, durante la quale si erano più o meno convinti che mi sarei trovata un lavoro normale e avrei recitato nel tempo libero (oppure mi sarei trovata un altro hobby). Ed è un atteggiamento perfettamente... ragionevole.

Solo poco più di un anno fa si sono rassegnati all'idea... anzi, hanno iniziato proprio a sostenermi.
Hanno visto che ci tenevo davvero, che mi impegnavo per raggiungere l'obiettivo che mi ero posta e che non poter seguire il mio sogno mi rendeva triste. E, dato che vorrebbero vedermi felice, hanno iniziato ad incoraggiarmi. Almeno, credo che sia questo quello che è scattato nella loro testa.
Il consiglio che vi posso dare se i vostri genitori non sono entusiasti della vostra scelta, quindi, è questo: se siete veramente convinti di voler fare gli attori, non mollate. Continuate ad impegnarvi e prima o poi anche loro capiranno quanto questo sogno è importante per voi.

Un altro fattore che potrebbe aiutarvi è avere un piano B. Certo, non è simpatico pensare all'idea del fallimento, ma le cose potrebbero andare in modo imprevisto e avere una strada di riserva è sempre una buona idea.
Lasciarvi altre porte aperte conviene a voi e potrebbe anche aiutarvi a convincere i vostri genitori: se la loro preoccupazione è principalmente la stabilità economica, sapere che avete un piano B contribuirà a tranquillizzarli.

E poi, un ultimo consiglio: non date per scontato che il "coming out" sarà un disastro, se non avete ancora provato. 
Magari i vostri genitori avranno una reazione migliore di quello che credete. Anche se forse non vi sosterranno subito al 100%, potrebbero essere comprensivi e magari riuscirete a intavolare una discussione sull'argomento.

Questo è il mio punto di vista, ma voi che cosa ne pensate? 
Avete paura di rivelare ai vostri genitori che sognate di fare gli attori? Oppure, se l'avete già fatto, qual è stata la loro reazione?

- dramaqueen

6 commenti:

  1. Ci sarebbe anche una quarta categoria: i genitori frustrati che non hanno potuto vivere il loro sogno e che perciò vogliono che lo vivano i loro figli per loro. Cosa che porta a un bel po' di psicanalisi per tutti quanti.

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    1. Vero... Speriamo che ce ne siano pochi, in giro, perché non è una situazione piacevole da affrontare.

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  2. Non credo che quello che racconti riguardi solo i genitori di figli attori (o gay), ma i genitori di tutti quei figli che si spingono appena un attimo al di fuori del percorso immaginario che ogni genitore, volente o nolente, si è figurato per loro. Chissà, magari una coppia di artisti affermati ha la stessa reazione di fronte al figlio che vuole fare l'avvocato...

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    1. Non saprei, in effetti neanche diventare avvocato è così semplice (cinque anni per prendere la laurea, praticantato, esame di stato...).
      È naturale che i genitori immaginino il futuro dei figli, ma è altrettanto normale che i figli desiderino qualcos'altro, dato che non sono delle copie dei genitori. Però, almeno per me, deludere le aspettative è sempre stata una grande paura.

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  3. la SuperMamma auspicava per me e Jn un futuro con il camice bianco... ne è rimasta fortissimamente delusa... per un po', penso abbia sperato per noi più una laurea che altro... però ora, a tratti, mi sembra essersi arresa al fatto che non accadrà mai e poi mai!

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    1. Non credo che molti figli scelgano esattamente la strada che i genitori sognavano per loro. E credo che i genitori, in generali, alla fine si accontentino di vedere il figlio o la figlia felice... spero che sia anche il tuo caso!

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