20 giugno 2017

Imparare a sbagliare serve per imparare

Sto imparando un lavoro. Ho finito il corso di doppiaggio e tra due giorni avrò l'esame finale. Dopo dovrò cercare di iniziare a lavorare. La prospettiva mi mette un po' paura, perché in questo campo puoi lavorare solo se sei già bravo, ma puoi diventare bravo solo lavorando.
Come faccio ad uscire da questo paradosso?


Non lo so, io provo ad esercitarmi a casa, ma è un po' difficile fare tutto da soli. Mi servirebbe una scena in lingua originale che non ho mai visto prima e un copione... ma per scrivere il copione devo prima guardare la scena!
Quindi, o guardo la scena una volta, mi faccio una traduzione "a braccio" nella mia testa e provo a doppiarla (ma il sync va a farsi benedire perché così le battute non sono adattate bene) oppure la guardo prima, scrivo il copione e poi la doppio (ma così non mi alleno ad interpretare le scene appena viste e senza riguardarle).
Insomma, è un po' un casino

E poi, quando al corso avevo l'occasione di provare "seriamente", soprattutto all'inizio non riuscivo a fare del mio meglio perché ero bloccata dalla paura di sbagliare.
Non è una novità: si tratta di una vecchia amica che mi tiene per manina da molti anni, anche se ora sto cercando di convincerla a lasciarmi stare. Perché devo liberarmi dalla paura di sbagliare, altrimenti non riuscirò mai a realizzare le mie potenzialità.

Spulciando tra le TED talks, ho trovato questa che sembra fare al caso mio: come migliorare nelle attività a cui teniamo di più. Anche qui si parla della mia vecchia amica paura di sbagliare e di come ci metta i bastoni tra le ruote quando cerchiamo di imparare qualcosa di nuovo.

[Nota: Si possono selezionare i sottotitoli in italiano per il video]


Lo speaker di Ted, in pratica, sostiene che per migliorare dobbiamo continuare a passare alternativamente dalla"zona dell'apprendimento" alla "zona della performance".
Stare nella zona dell'apprendimento vuol dire fare varie attività che ci permettono di imparare  e migliorare le nostre capacità. Prendiamo ad esempio un pianista: nella sua zona dell'apprendimento ci sono le scale, il solfeggio, gli esercizi per l'agilità delle mani, il provare un nuovo pezzo prima con la mano destra, poi con la sinistra e poi mettendole insieme.
Quando stiamo nella zona della performance, invece, vuol dire che stiamo facendo l'attività vera e propria e cerchiamo di farla al meglio. Riprendendo l'esempio del pianista, la performance probabilmente sarà un concerto.

Anche quando crediamo di aver raggiunto un certo livello di bravura, è utile tornare nella zona dell'apprendimento, perché così possiamo migliorare.
La particolarità di questa "zona", infatti, è che solo qui possiamo provare cose nuove e sbagliare. Durante la performance si cerca di minimizzare gli errori, ma mentre si impara, invece, gli sbagli sono del tutto naturali e prevedibili.

Detto così, sembra tutto facile. Dov'è il problema, allora?
Il problema è che ormai tutti si aspettano da noi performance anche quando siamo solo all'inizio dell'apprendimento. A scuola ci danno i voti e alcuni professori sono poco clementi quando sbagliamo. Al lavoro, non ne parliamo... nella maggior parte dei casi sono ancora meno clementi.

Quindi, la soluzione sarebbe trovare uno spazio franco, dove possiamo permetterci di provare e fallire. Imparare a sbagliare. Io sono ancora lontana dalla soluzione, ma ho capito che forse sono io quella che pretende più performance da me stessa e che perdona meno gli errori.
Devo permettermi di sbagliare. Abituarmi a sbagliare. Non so bene se e come ci riuscirò, ma di sicuro avrò occasione di confrontarmi con il problema perché ho moltissime cose da imparare e quindi da sbagliare.

Voi come reagite agli errori? Avete paura di sbagliare?
Vi sembra che il discorso della TED talk possa aiutarvi a migliorare le vostre abilità?

- dramaqueen

4 commenti:

  1. Sfondi una porta aperta... io sono una maledetta perfezionista e il minimo errore mi mandava in tilt. Ma ho (relativamente) imparato a gestire la situazione: se devo preparare un discorso, un esame o qualcosa di importante mi hanno insegnato che per affrontarla e ridurre lo stress bisogna immaginarsela nei peggiori dei modi in cui può andare, chiudere gli occhi, vederlo davanti a noi chiaro e tondo.
    Sbagliare ci aiuta a migliorare e capire sia i nostri limiti che come superarli.

    Nel tuo caso, sbagliare non comporta una tragedia per certi versi, come dice il relatore, pensa a sbagliare nel caso fossi un medico. Lo vedo con me e mio padre (medico chirurgo): sbagliare è una paura costantemente presente, ma quando rischi una vita devi capire come dare il massimo minimizzando lo stress e il margine di errore e prepararsi in caso succeda di sbagliare.
    Nel tuo caso non saprei cosa consigliarti ma ti butto lì un'idea: esercitati anche a sbagliare e a risolvere questi errori. Interpreta un dialogo o recita un testo magari 3 volte, una leggendolo semplicemente, la seconda mettendoci già più impegno e la terza dando il massimo, oppure provando con 3 tonalità di voce differenti. Registrati e ascolta i miglioramenti, le similitudini tra le tonalità di voce. E perchè no, magari prova a recitarlo senza copione, improvvisando per vedere come te la caveresti :)
    Non so se mi sono spiegata bene, però ci provo a dare qualche idea anche se inutile xD

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    1. Per fortuna io non rischio una vita e non credo che sarei in grado di fare il medico... Complimenti perché tu stai riuscendo ad affrontare il problema!
      Di solito, quando immagino la situazione peggiore che può capitare, mi viene ancora più ansia, quindi cerco di calmarmi, faccio un respiro e mi dico "Al diavolo, che vada come deve andare."
      Proverò a mettere in pratica i tuoi suggerimenti. Grazie, vediamo se funzionano!

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  2. E' vero che molti si aspettano sempre il massimo da noi. Ma appunto, noi diamo sempre il massimo, anche nell'apprendimento.
    Io me ne frego della paura, non me ne importa niente in questi casi: tanto, cosa può succedere?^^

    Moz-

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    1. Fai bene a fregartene! Però a me deludere le persone o fare una brutta figura fa stare male... e forse per superare la paura di sbagliare non dovrei rimanerci così male ogni volta!

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