29 giugno 2017

L'anima buona

Ho deciso di parlarvi di questo spettacolo anche se non è famoso, anche se non è fatto da professionisti, perché mi è piaciuta l'idea che c'è dietro. 
Credo che si meriti di essere pubblicizzato, anche se il mio blog non è chissà quale pubblicità... e poi, qui è il mio spazio, posso raccontarvi di quello che è stato significativo per me senza sentirmi in dovere di recensire questo o quello spettacolo.


Quindi, vi posso raccontare la mia esperienza di ieri sera. Perché non si è trattato solo di guardare: è stato un esperimento di teatro partecipato, in cui anche il pubblico fa la sua parte. Ma partiamo dall'inizio...
"L'anima buona" fa parte della rassegna Assicurarsi ai sedili (di cui aveva parlato anche Romina Tamerici l'anno scorso) ed è stato messo in scena da Teatro Inaudito. La rappresentazione non era in un vero teatro, con un palco e delle poltroncine, ma in una sala in cui tutto (anche le sedie degli spettatori) faceva parte della scenografia.

In altri due spettacoli che ho visto quest'anno (Beyond Vanja e Dame Oscure) la quarta parete era molto labile e gli attori recitavano in mezzo al pubblico, con le sedie disposte tutt'intorno.
In questo caso, però, il procedimento è portato all'estremo e la quarta parete è stata totalmente abbattuta. Il pubblico non viene fatto sedere su delle sedie rivolte verso lo spazio scenico, ma intorno ai tavoli di un bar. I personaggi parlano tra loro, ma anche direttamente con gli spettatori, girando tra i tavoli e portano loro tovaglioli, bicchieri, acqua, vino e patatine.
Cercano di ingraziarseli. Eh sì, perché saranno gli spettatori a decidere quale tra di loro è l'anima buona da salvare (o la meno peggio). Dopo aver ascoltato le loro storie.

Il boss della malavita che li ha chiamati tutti in quel bar potrebbe dare a ciascuno ciò che vuole di più... ma ha deciso di esaudire il desiderio di uno solo. Sarà il pubblico a scegliere chi, votando per l'anima che crede più buona.
La scelta non è così scontata, perché i personaggi non sono degli stinchi di santo, ma ognuno cerca di raccontare la propria storia in modo da suscitare l'empatia dello spettatore. E quindi assicurarsi il suo voto.

Ogni personaggio, di volta in volta, si avvicina ad tavolo per farsi ascoltare dagli spettatori. E così, a rotazione, ognuno di loro racconta la sua storia ad ogni tavolo e tutti i tavoli ascoltano tutte le storie.
Tra un racconto e l'altro, c'è un intermezzo musicale. Poi, i personaggi tornano nuovamente a girare e a raccontare.

Mi si è avvicinata per prima un'infermiera, che raccontava di voler liberare dalla sofferenza i pazienti che le sono affidati. In realtà, ho capito presto che il suo modo per non farli soffrire è dar loro la morte, ma lei sostiene di farlo solo per misericordia e nel modo più indolore.
Una ragazzina minorenne, vestita da sposa, ha cercato di convincermi a votare per il suo desiderio. Il boss ha promesso di sposarla e lei lo ama! Anche se, fin dalla tenera età di quattordici anni, ha concesso la sua compagnia a molti altri uomini, in cambio di ricariche telefoniche e altri favori...
Una scafista mi ha raccontato del suo lungo viaggio attraverso mille sofferenze per scappare dalla guerra nel suo paese, dicendo che tutto quello che vuole è un lavoro, anche in nero.
Poi è arrivato un prete, che ha tentato di spiegarmi che le sue attenzioni a bambini e bambine sono una manifestazione dell'amore di Dio e che anche con lui, tanti anni fa, un prete aveva fatto le stesse cose. Per questo, diceva di non meritare di essere trasferito dalla sua parrocchia.
La madre di un figlio ormai adulto, che lei aveva dato in adozione alla nascita, mi ha pregato di votare per lei perché voleva riavvicinarsi a questo figlio. Che è anche figlio del boss e le permetterebbe di farsi mantenere ora che la vecchiaia si avvicina, ma lei insisteva, appellandosi all'amore materno, che non è mai troppo tardi per recuperare un rapporto così importante.
Una ragazza in sedia a rotelle mi ha raccontato di quando i suoi compagni di scuola la prendevano in giro, chiamandola "rotellata", la escludevano e la insultavano, mentre gli insegnanti guardavano in silenzio. È questo, mi ha spiegato, che l'ha costretta a sfruttare la compassione della gente e ad usarla a scopo di lucro. Le circostanze della vita l'hanno costretta.
Due mercenari mi hanno minacciato con la pistola, dicendo di votare per loro, e hanno aggiunto anche che il traffico d'armi in fondo serve ai popoli paesi attaccati, per difendersi dagli aggressori che fanno loro la guerra.
Infine, un ragazzo ha cercato di guadagnarsi il favore del pubblico con un numero da cartomante, in cui ha predetto il futuro di una spettatrice.

Quale avreste scelto? Secondo voi qual è, tra queste, l'anima buona?
Non conta tanto il risultato, quanto la scelta che si pone. E che dimostra che nel mondo reale non esistono il bene e il male in senso assoluto, ma basta cambiare la prospettiva per passare da buoni a cattivi, da carnefici a vittime.
Ho apprezzato soprattutto il modo di coinvolgere il pubblico e l'impegno degli attori nel gestire al meglio le situazioni impreviste che l'interazione con gli spettatori inevitabilmente porta.

I difetti di questa rappresentazione?
Secondo la mia opinione... troppe canzoni. Ma io sono una persona orribile che manda avanti le canzoni anche quando guarda i film Disney, quindi si tratta dei miei gusti personali. Sono sicura che molti altri spettatori hanno apprezzato.
E poi, il finale mi è sembrato un po' troppo affrettato. Dopo aver passato più di un'ora ad ascoltare le storie di questi personaggi, mi ero in qualche modo affezionata e sentirmi dire semplicemente che a nessuno sarebbe stato garantito il suo desiderio mi è parsa una conclusione troppo rapida.
Avrei preferito una spiegazione un po' più esaustiva. Magari, che il boss dicesse loro che, a prescindere dal voto del pubblico, nessuno meritava il desiderio, perché nessuno è buono o cattivo in senso assoluto. O perché si devono guadagnare da soli quello che vogliono.

Comunque, queste sono solo le mie elucubrazioni.
Ho apprezzato lo spettacolo e credo che gli attori e la regista si meritino i complimenti, soprattutto se (come immagino) sono stati gli attori stessi a scrivere la storia del proprio personaggio. Si sono meritati tutti gli applausi che hanno ricevuto alla fine dello spettacolo.

- dramaqueen

6 commenti:

  1. Normale che qualcosa di poco funzionante o da correggere ci sia stato, tutto e perfettibile.
    Però trovo che l'idea di base "interattiva" di questa rappresentazione sia molto efficace ("originale" non so perché mi sembra che cose simili siano già state fatte).

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    1. Infatti mi è piaciuta un sacco l'idea! Però ho voluto sottolineare anche qualche aspetto che non mi è piaciuto, per fare una recensione sincera e non lodare e basta. Ma è assolutamente normale che ci siano dei difetti, anche nelle grande produzioni.

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  2. Beh ma che figata!
    Se ne fanno pure in ste lande desolate dove stiamo fammelo sapere ;)

    CervelloBacato

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    1. Ormai sono diventata cittadina e snob! XD
      Ma mi informerò anche sugli spettacoli della tua/mia zona e ti farò sapere se ce n'è uno simile :)

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  3. Molto particolare come rappresentazione. Ma quindi si può concludere ogni volta in maniera differente a seconda del pubblico presente?

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    1. Sì, è il pubblico a decidere, quindi potrebbe anche "vincere" un'anima diversa a ogni replica.

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