18 luglio 2017

Esercizi per liberarsi dalla cadenza dialettale

La dizione è la grande croce di tanti attori. Io, per poter studiare doppiaggio, mi sono dovuta studiare un libro, delle dispense e andare a consultare il DOP ogni cinque minuti. Un lavoraccio che, per fortuna, ha dato i suoi frutti.
Ma tranquilli, non per tutti gli attori è così. Per fare doppiaggio o speakeraggio la dizione deve essere perfetta, ma per il teatro e il cinema basta avere una base. Le cadenze dialettali troppo marcate, però, non sono molto apprezzate, quindi molti commentatori mi chiedono: come posso liberarmi dalla mia cadenza?


Dare una risposta univoca per tutti è difficile, perché in Italia esistono una marea di dialetti e quindi di cadenze dialettali diverse. Ad esempio, io sono veneta e la "cantilena" tipica del veneti, la conoscete tutti, è diversa da quella dei romani o dei napoletani.
Però provo a dare qualche consiglio generale, da persona che conosce bene la dizione corretta ma poco gli altri dialetti che non sono il mio.

Conosci i tuoi errori

Ogni regione, anzi, forse ogni provincia addirittura, ha i suoi specifici errori di dizione. Che poi, non sono veramente errori: sono particolarità della parlata locale che contribuiscono a rendere varia l'Italia, ma dal punto di vista della dizione li dobbiamo considerare errori.
Ad esempio, se sei veneto come me, non pronunci le doppie. Fidati, ti sembra di pronunciarle, ma non si sentono abbastanza. Impegnati e pronunciare le consonanti doppie non due, ma tre volte: se non vuoi che ti esca "tera" devi pronunciare "teRRRa".
Per le altre regioni... beh, non so fare tanti esempi perché, come ho detto prima, non conosco molto bene gli accenti che ci sono in giro per l'Italia. Per capire quali sono gli errori che devi correggere, prova a confrontare la tua parlata con quella di uno speaker che senti in televisione o in radio (di solito quelli degli spot sono quelli che hanno la dizione più pulita) e nota le differenze.


Impara ad essere monotono

Ma come? Gli attori non devono essere monotoni, altrimenti il pubblico si addormenta dopo cinque minuti di spettacolo!
È vero, avete ragione. Però per togliere la cadenza dialettale dobbiamo prima imparare a non parlare con la "cantilena" che usiamo abitualmente e poi potremo ricominciare a preoccuparci dell'espressività. Provate così: cercate di leggere una frase mantenendola tutta sulla stessa nota, senza fare su e giù con le voce. Leggetela con un tono assolutamente piatto.
Dato che queste cose sono abbastanza difficili da spiegare senza mostrare un esempio pratico, ho preparato per voi un video. Ve l'ho già detto che non sono brava a fare la youtuber e che non mi sento a mio agio a parlare nei video, ma ci ho provato:



So che mi state odiando perché non riuscivo a tenere fermo il cellulare mentre registravo... ma è stata una cosa un po' improvvisata. Ho approfittato di uno dei rari momenti di silenzio della casa e poi non ho più avuto il tempo di rifarlo.

Comunque, questo esercizio dovrebbe aiutarvi a perdere la cadenza dialettale.
Ovviamente, poi non dovrete recitare parlando così: l'esercizio serve solo a farvi imparare come controllare la "cantilena" quando parlate. Una volta che avrete imparato a pronunciare una frase in modo totalmente neutro, sarà più semplice anche dare un'intenzione alla battuta senza cadere nel dialetto.

Insomma, spero di essermi spiegata, perché non è una cosa facile da spiegare per iscritto.
Ad ogni modo, se doveste avere molti problemi a controllare la vostra cadenza dialettale, ci sono sempre i corsi di dizione con insegnanti molto più qualificati di me.

- dramaqueen

4 commenti:

  1. Pensa che io sin da bambino ho sempre avuto una sorta di complesso al contrario. A scuola era un continuo, tutti quelli con cui parlavo dopo un po' mi dicevano "Tu non sei di queste parti vero?" e quando rispondevo di esserci nato mi dicevano "Ma i tuoi genitori non sono di qui?" e io dovevo spiegare che anche loro erano "autoctoni", e allora mi chiedevano se avessi vissuto altrove... La mia parlata totalmente priva di inflessione dialettale romanesca mi qualificava come "straniero" per così dire. Per assurdo dovevo sforzarmi di usare qualche intercalare dialettale pur di non sembrare troppo alieno rispetto agli altri.

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    1. Ma dai! Anche a me succede, anzi praticamente è ordinaria amministrazione, ormai... Figurati che quando lavoravo a circa 10 km dal mio paesino natale, un collega non ci voleva proprio credere che io venissi effettivamente da lì! Ma veramente, non riuscivo a convincerlo!
      Da bambino deve essere stato un po' più problematico, ma per una cosa o per l'altra si viene sempre presi in giro...

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  2. Un post davvero interessante, ancora più apprezzabile in quanto ti ho vista in piena attività sul video. :) Si vedono in tv delle fiction imbarazzanti, magari ambientate a Trieste dove gli attori parlano con un accento romanesco fuori luogo. Per quanto mi riguarda, sono consapevole di avere un accento lombardo, anzi milanese; ma, non dovendo correggerlo per motivi professionali, non me ne curo più di tanto.

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    1. Ma infatti, se uno non ha necessità di parlare in dizione corretta per lavoro, sono la prima a dire che è bello tenersi il proprio accento regionale. Io sono molto fiera delle mie origini e spesso me ne esco con qualche espressione in dialetto :)
      Però per gli attori è una necessità. Anche se preferirei che nel cinema ci fosse più varietà: praticamente se non sei romano è difficile che ti prendano a fare un film. Se sei del nord, ancora peggio, e se sei veneto spesso ti mettono a fare il campagnolo stupidotto...

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