22 agosto 2017

Aida - Un'esperienza all'Arena di Verona

Veneta da 25 anni e non ho mai visto un'opera lirica all'Arena di Verona. Fino all'altro ieri avevo questa colpa, ma poi mi sono decisa a rimediare.
Alcune arie dell'Aida le conoscevo fin da quand'ero piccola, quando mettevo nel giradischi un vinile con la copertina verde (che il disco di Verdi fosse verde mi pareva perfettamente giusto e sensato). Ma non sono un'esperta di opera e probabilmente mai lo sarò.


Quindi, questo è il resoconto dell'esperienza da parte di una ragazza ignorante in materia, che sapeva un po' che cosa aspettarsi, ma aveva anche qualche pregiudizio.

Il fatto che l'opera durasse (pause comprese) circa quattro ore mi spaventava un pochino. Ma la verità è che non sono sembrate quattro ore: sono passate velocissime.
Anche la paura di non capire quello che dicono i personaggi non ha molto senso di esistere. Siamo nel 2017 e, se una volta c'era il libretto da seguire, ora ci sono degli schermi in cui compaiono i testi (in doppia lingua, italiano e inglese). Insomma, praticamente dei sottotitoli per lo spettacolo dal vivo. Quindi è vero: dal cantato non si capisce molto, ma non importa, il mezzo per capire c'è comunque.

Dato che sono una spettatrice abbastanza intelligente, però, mi sono letta almeno la trama dell'opera e questo mi è stato utile, perché per immedesimarsi in un mezzo così diverso dalla nostra comunicazione quotidiana è meglio conoscere a grandi linee la storia, l'ambientazione e i significati del testo.
Il fatto che fosse tutto completamente cantato, e per di più cantato in uno stile così diverso dalla musica che ascoltiamo di solito, mi ha annoiato o destabilizzato? No, in realtà no. Prima di tutto, perché ero consapevole del tipo di spettacolo che sarei andata a vedere e poi perché, dopo un po', sono entrata nella mentalità dell'opera.
In pratica, dopo le prime due arie, il mio cervello si è impostato in modalità "opera lirica", abituandosi a ricevere il messaggio in quella forma, tanto che mi sarebbe sembrato strano se, di punto in bianco, uno dei personaggi si fosse messo a recitare in prosa.

Sugli altri aspetti della rappresentazione, che parole si possono spendere, se non parole di lode?
Già lo scenario dell'Arena di Verona è in sé suggestivo, in più con le maestose scenografie di sfingi, altari, colonne, armigeri che si dispongono in alto sulle gradinate con le torce accese... diventa un luogo magico.
Le voci degli interpreti erano meravigliose e le coreografie anche. Vorrei saper scrivere qualcosa di più tecnico, ma sono ignorante in musica (anche se mi piace) e in canto lirico e danza ancora di più, quindi accontentatevi delle mie parole di apprezzamento.
La marcia trionfale, che è la parte più famosa dell'opera, è anche la più scenografica. Ero partita con grandi aspettative, ma non sono state per nulla deluse, anzi dire addirittura che sono state superate.

Se non abitate lontano da Verona, vi consiglio di provare quest'esperienza. Almeno una volta nella vostra vita, andate a vedere un'opera all'Arena. Non necessariamente l'Aida: la rassegna comprende anche Tosca, Turandot, Nabucco e tante altre.
È un po' costoso, però secondo me ne vale la pena. E poi, ci sono delle riduzioni per giovani sotto i trent'anni, per gli insegnanti e per i membri di associazioni come l'AIDO, quindi controllate: forse potreste usufruirne anche voi.

- dramaqueen

4 commenti:

  1. Anch'io ho visto un'Aida all'Arena. Credo sia il luogo e l'opera perfetta per un primo incontro con la lirica. Poi col tempo si razionalizza che un teatro fatto per i gladiatori non ha poi questa acustica perfetta e che lì puntano più sulla spettacolarità che sul bel canto (infatti l'Aida è sempre in cartellone, proprio perché si presta), ma l'Arena in sé è già uno spettacolo e il dramma antico lì si trova proprio a casa propria.
    Sono contenta che ti sia piaciuto.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ho trovato che si adattasse proprio bene allo scenario, ma non avendo visto altre opere liriche non ho metri di paragone. In ogni caso, è un'esperienza che sono contenta di aver fatto!

      Elimina
  2. Io ho visto ben due opere liriche all'Arena, e ne sono rimasta entusiasta. La prima era Tosca, parecchi anni fa, e la seconda volta La Traviata, più di recente. Entrambe le esperienze sono state meravigliose, specie la seconda che usufruiva di trovate sceniche a dir poco stupefacenti, con i cantanti che entravano e uscivano da enormi finestre. Per quanto riguarda il lato tecnico della questione, anch'io non sono un'esperta, ma mi è sempre piaciuta la lirica. Turandot è comunque la mia preferita, anche se non sono mai riuscita a vederla dal vivo; ho assistito a una prima alla Scala in tv, anche se come ben sappiamo non è la stessa cosa che essere presente. ;-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non è la stessa cosa, ma non sempre si può essere presente a tutte le opere/spettacoli teatrali che si vuole... quindi la TV può essere un buon surrogato :)

      Elimina

Hai qualcosa da aggiungere a questo post? Lascia un commento!
Se usi la modalità "Anonimo", per favore firmati con il nome o con un nickname.