16 agosto 2017

#OffTopic - Estate, tempo di lettura

Io di solito non parlo di libri, ma d'estate leggo più del solito e ultimamente ho anche scoperto che si possono prendere in prestito gli ebook dalla biblioteca, quindi sono impazzita dietro a questa cosa. 
Tra l'altro, avere un libro in mano è l'unico modo che conosco per resistere sotto il sole e abbronzarmi un pochino. Quindi, per non lasciare il blog da solo, ho deciso di parlarvi di questo.


Non so come mi sia venuto in mente questa specie di Book Tag, ma ho deciso di raccontarvi un po' di me e del mio rapporto con i libri durante gli anni.


Il libro della mia infanzia


Nominare un libro solo è molto difficile, ma ne scelgo uno rappresentativo, che mi ha portato anche a leggere quasi tutti gli altri libri dello stesso autore: "La Fabbrica di cioccolato" di Roald Dahl.
Mi ricordo la voglia di cioccolato che mi assaliva mentre leggevo quelle pagine, seduta sull'altalena del giardino. Ero immersa in queste descrizioni di dolci straordinari... e non avevo cioccolato in casa, in quel momento! Un dramma.


Il libro della mia adolescenza


Letterariamente parlando, la mia adolescenza si può riassumere in una parola: fantasy. Ho divorato tutto quello che mi capitava sottomano, dai classici agli young adult scritti solo per fare soldi dato che il filone era ritornato di moda. 
Ma il libro che non posso non citare è "Il signore degli anelli" di J. R. R. Tolkien, che è praticamente il padre di tutto il genere. Quando sono usciti i film, io ero ancora troppo piccola per apprezzare, quindi sono stati i libri a farmi veramente innamorare. E ancora li adoro, anche se ammetto che si poteva spendere qualche pagina in meno a descrivere ogni singolo ramo di ogni singolo albero della foresta.


Il libro che ha cambiato la mia prospettiva


Da appassionata di lettura, l'idea di un futuro in cui i libri sono proibiti e vengono bruciati mi ha subito sconvolto. Per questo, la distopia di "Fahrenheit 451" di Ray Bradbury ha messo in moto molte riflessioni nel mio allora giovane cervellino.
Ero in terza media. Troppo giovane per capire? Forse, però ho iniziato a farmi un'idea di quello che stava dietro a quel mondo distopico che è in realtà ispirato al nostro. Mi ha colpito così tanto che l'ho portato come tesina all'esame.


Il libro che mi fa sempre commuovere


Io non piango mai per i libri e per i film. Tranne quando leggo l'epilogo de "La bambinaia francese" di Bianca Pitzorno: lì scorrono fiumi di lacrime ogni volta. Non importa se l'ho riletto centinaia di volte, mi emoziono ogni volta per la conclusione della storia di Sophie.
La Pitzorno è stata l'altra autrice che ha colorato la mia infanzia e non ha smesso neanche durane l'adolescenza, perché, come dimostra questo libro, ha scritto anche storie più mature. L'ambientazione storica è bellissima, ai personaggi non si può fare a meno di affezionarsi... insomma, leggetelo anche voi. Ve lo consiglio con tutto il cuore.


Il libro che ho faticato a finire


Già Verga non mi è mai piaciuto, perciò leggere un libro di Verga nella sua fase iniziale ispirata al Romanticismo è una delle cose più difficili che io abbia mai fatto. 
"Storia di una capinera" potrà anche essere una tappa fondamentale del percorso dell'autore, ma vi giuro che ho sofferto di più io della povera protagonista. Una ragazza innamorata, che è costretta dalla famiglia ad entrare in convento invece di sposare il suo amato. Non fa altro che soffrire per tutto il libro, finché non muore di crepacuore pensando al suo Antonio. E non è spoiler: vi ho fatto un favore, così evitate di leggerlo.


Il libro che ho letto in un'altra lingua


Da qualche anno ho iniziato a leggere libri in inglese, per esercitarmi con la lingua. Prima di passare a tomi impegnativi, sono partita con una cosa leggera: "Divergent" di Veronica Roth.
E sapete una cosa? Non è male. L'idea di base per il mondo distopico è anche abbastanza originale, Tris ha più carattere della classica protagonista degli young adult e non tutto si basa sulla storia d'amore con il belloccio di turno. Poi non ho continuato la serie e mi hanno detto che sia peggiorata nei libri successivi... ma questo succede con quasi tutte le saghe. Già iniziare bene per uno young adult è una buonissima cosa.



Il libro che ho fatto finta di leggere, ma non ho letto


Sono colpevole. Ma sicuramente l'avrete fatto anche voi. Ci sono stati diversi libri che avrei dovuto leggere ma ho letto a metà o non ho letto proprio, ma il caso più clamoroso è stato "Una vita" di Italo Svevo.
Ho iniziato a leggere le prime tre pagine, ma è stato subito chiaro che non ce la potevo fare. Un'altra ragazza della mia classe ha tentato di leggerlo e la conclusione a cui siamo arrivate entrambe è stata la stessa: c'è un motivo se è stato un fallimento editoriale quando è stato pubblicato.
Alla fine, comunque, ho finto di averlo letto e ne ho parlato in modo convincente, tanto che nessuno si è accorto della verità.


Il libro più trash


Sono stata trascinata nell'abisso dei libri trash da due booktuber: Matteo Fumagalli e Ilenia Zodiaco. Sono fantastici, andate a vedere qualcuno dei loro video! Vi appassionerete anche voi e capirete il significato di tormentoni come: "Find logic", "Ma Ben?" e "Brannah! Bronagh!".
Quindi i libri trash sono diventati il mio guilty pleasure. Di solito ne ascolto solo le recensioni, ma in biblioteca ho visto "Calendar girl" di Audrey Carlan e non ho resistito. La trama è trashissima: una ragazza, per pagare i debiti di gioco del padre, fa la escort per un anno, ogni mese con un uomo diverso (ovviamente questi uomini sono tutti fighi e ultra ricchi). Ho trovato il volume luglio/agosto/settembre e ho letto solo luglio, ma è andato benissimo così, perché non mi interessava tutta la storia, ma mi sono fatta delle gran risate.


Il libro con le illustrazioni più belle


Voi avevate i libri della serie "Il mio primo libro di..."? Io ne avevo tanti: preistoria, mare, musica, Natale... ma quello che ancora oggi conservo e riguardo per le bellissime illustrazioni è "Il mio primo libro del fantastico" di Emilie Beaumont, Emmanuelle Lepetit e Nathalie Beaumont.
Già solo il fatto che avesse la copertina iridescente mi lasciava a bocca aperta, ma i disegni del capitolo sulle fate mi affascinavano così tanto che stavo a guardarli per ore e a sognare di essere lì.


Il prossimo libro da leggere


Consigliato dalla sopraccitata Ilenia Zodiaco, questo libro risponde ad una domanda che mi sono sempre posta: perché gli Europei hanno praticamente conquistato tutto il resto del mondo? Perché hanno avuto uno sviluppo tecnologico che non c'è stato in altre zone del mondo?
"Armi, acciaio e malattie" di Jared Diamond dovrebbe fornirmi la risposta a questo interrogativo. Spero che non sia scritto in linguaggio troppo complicato, perché non sono pratica di antropologia e ho studiato tutt'altro, ma vorrei capire anch'io. Appena preso in prestito digitale dalla biblioteca, non ancora iniziato, vedremo come sarà.


Questi sono i miei dieci libri, avete voglia di raccontarmi qualcosa anche voi?
Qual è il libro più importante della vostra infanzia, della vostra adolescenza, il prossimo che vorreste leggere o quello che avete fatto finta di leggere, ma in realtà non avete letto? Perché so che quest'ultima cosa l'avete fatta di sicuro anche voi. Dai, raccontatemi!

- dramaqueen

10 commenti:

  1. Io ai tempi delle superiorei ho fatto finta di leggere "La coscienza di Zeno". Deve essere proprio nel DNA di Svevo questo fenomeno...

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    1. Quello l'ho letto veramente, anche se ho saltato qualche pagina qua e là. Secondo me, le sue riflessioni sono anche interessanti, ma non ci si può aspettare che tre libri basati sulla figura dell'inetto risultino emozionanti per il lettore... L'inetto per definizione è colui che non agisce!

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  2. ...spero verrai a leggere da me questo tuo stesso post, che ti rubo rendendotene ogni merito ;-)

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    1. Ma certo! Anzi, sono contenta che l'idea ti sia piaciuta... Ruba pure! ;)

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  3. Sai, proprio in questi giorni mi sono imbattuto di nuovo ne La Fabbrica di Cioccolato? Era a casa di un amico che ne è grande fan.

    Moz-

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    1. Io, da più grande, ne ho comprato anche la versione inglese, quindi credo di poter dire anch'io di essere una fan :)
      Dahl è apprezzato da molti bambini (cresciuti e non), secondo me a ragione!

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  4. Ho letto molti dei libri che citi, e da amante di Tolkien devo proprio dirti che... sì, poteva risparmiarci qualche cespuglio e foglia, perché si sa, vederli non è come leggerne (nella realtà sono capace di perdermici per ore). :)

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    1. Anche a me piacciono molto i boschi dal vivo... per le descrizioni... sì, ecco, ci siamo capite :)

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  5. Il libro della mia infanzia: senz'altro uno di Salgari, come "Il Corsaro Nero" o "Capitan Tempesta". Con la fantasia potevo fare grandi cose, come partecipare agli arrembaggi o combattere contro il perfido duca fiammingo Van Gould.

    Il libro che mi fa sempre commuovere: "Racconto di due città" di Dickens, il finale mi faceva sciogliere in fiumi di lacrime.

    Il libro che ho faticato a finire: come te, detesto Verga o ho finito "I Malavoglia" solo per obbligo scolastico. Non l'ho mai più ripreso in mano da allora. Invece mi piacevano molto alcune sue novelle.

    Il libro con le illustrazioni più belle: qui devo tornare molto indietro negli anni e citare "Il libro delle parole" di Richard Scarry, che consumavo da bambina a furia di sfogliare le pagine e osservare i vari animali.

    l libro che ho fatto finta di leggere, ma non ho letto: di solito non sono titoli classici, ma di esordienti per cui mi taccio. Però ti suggerisco un'aggiunta all'elenco, cioè "I libri che non ho mai avuto il coraggio di leggere", e uno di questi è "Ulysses" di Joyce.

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    1. Anch'io adoravo Richard Scarry, guardavo anche i suoi cartoni animati!
      I libri che non ho mai avuto il coraggio di leggere sono una categoria interessante: io ci metterei tutta la letteratura russa, la fama di mattoni pesantissimi mi ha sempre scoraggiato, ma forse mi piacerebbero se provassi.

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