14 novembre 2017

American Idiot

Che odio i musical ve l'avevo già detto. Però vi ho detto anche che ci sono le eccezioni. Anzi, quando si parla di musical passo da un estremo all'altro: noia mortale o fangirl incallita. Niente vie di mezzo.
La mia versione fangirl finora è venuta fuori solo con We will rock you (chi non ama i Queen?), La La land (c'è del genio in quel film)... e adesso con American Idiot. Ma in questo caso si tratta proprio della peggior versione della fangirl possibile: il ritorno mentale all'età di teenager.


Che volete farci? I Green Day sono stati il gruppo per cui impazzivo nei miei anni da teenager.
Con American Idiot e ancor di più con 21st Century Breakdown sono entrati nel mio cuore. Negli anni di "buco" tra il primo album e il secondo, mi sono appassionata ai vecchi successi. Sapevo a memoria tutti i testi ed ero, ovviamente, invaghita di Billie Joe Armstrong.

Tutto questo preambolo per dirvi che erano anni che aspettavo di poter vedere questo musical. Non è molto che l'hanno portato anche in Italia, fino a qualche anno fa c'era solo all'estero.
Quando visto che era in programma ad Assago, al Teatro della Luna, non ho potuto trattenermi dal comprare un biglietto. Finalmente il sogno della me teenager sarebbe diventato realtà!
Ne è valsa la pena? Sicuramente sì. Negli anni, ho guardato parecchi estratti dallo spettacolo di Broadway e sapevo che cosa aspettarmi... ma l'esperienza dal vivo è sicuramente meglio. Mi sono dovuta trattenere per non saltare sulla sedia al ritmo di Holiday e per non mettermi a cantare (tanto so praticamente tutti i testi). Ho cercato la giusta via di mezzo per lasciarmi coinvolgere dalla musica senza disturbare gli altri.

E poi mi sono domandata: perché questo musical mi è piaciuto tanto, mentre quasi tutti gli altri mi annoiano a morte? È soltanto perché mi piacciono le canzoni?

Mi sono risposta di no: sicuramente le canzoni aiutano (apprezzo il punk rock molto più del classico pop), ma anche la storia fa la sua parte.
Non ho visto molti musical, ma la maggior parte raccontano di storie d'amore. Argomento che a me non piace, non soltanto perché sono una zitella cinica e disillusa, ma proprio perché lo trovo noioso. Se Billie Joe avesse scritto una storia d'amore con le canzoni dei Green Day, probabilmente dopo un po' l'avrei trovata ugualmente noiosa.
Invece qui ci sono altri temi e soprattutto sono dei temi che mi toccano da vicino. American Idiot è la storia di tre ragazzi che cercano la loro strada in un mondo che apparentemente sembra incoraggiare i loro sogni, ma di fatto non offre opportunità. Spostate lo scenario a Milano e avrete ottenuto praticamente la storia della mia vita, oltre che di quella di moltissimi altri giovani.

Johnny, Tunny e Will sono tre ragazzi che vivono in periferia e sono stanchi della solita, monotona vita senza prospettive. Sentono di poter fare grandi cose, vorrebbero spaccare il mondo, quindi decidono di comprare i biglietti dell'autobus per andarsene in un'altra città.
Ma qui inizia il primo dei problemi: la fidanzata di Will scopre di essere incinta e lui si sente obbligato a restare per crescere il bambino con lei. Johnny e Tunny partono ugualmente, senza di lui. Arrivano in città, ma soffrono comunque per la mancanza di uno scopo nelle loro vite.
Tunny, dopo aver visto uno spot in televisione, decide di arruolarsi nell'esercito e andare a combattere in un luogo lontano che possiamo immaginare sia in Medio Oriente. Johnny, dopo la partenza dell'amico, è ancora più frustrato e cede alle lusinghe della droga. Inizia a farsi di eroina e la sua dipendenza viene personificata da St. Jimmy, un personaggio che rappresenta l'alter ego di Johnny e il suo delirio di onnipotenza causato dalla droga.

Johnny si innamora anche di una ragazza, di cui in seguito non si ricorderà mai il nome e che quindi viene chiamata Whatshername. I due vanno a ballare, passano una notte di passione insieme e in seguito sembra che il loro legame diventi più profondo, tanto che lui le dichiara il suo amore con una canzone (When it's time).
Nel frattempo, Tunny viene ferito in combattimento e finisce ricoverato in ospedale, mentre il bambino di Will nasce, ma lui passa il tempo ad ubriacarsi invece di fare il padre e lascia tutte le responsabilità alla fidanzata. Alla fine, stanca di questa situazione, lei decide di andarsene portando via il figlio.
La dipendenza dalla droga di Johnny diventa sempre più forte e lo fa diventare violento. Whatshername cerca di convincerlo a smettere, ma senza risultati. La ragazza allora prende la decisione di andarsene e lasciarlo, dopo avergli urlato per l'ultima volta che deve svegliarsi e riprendere in mano la sua vita (con la canzone Letterbomb, che è il mio momento preferito di tutto il musical).

La partenza di Whatshername colpisce Johnny, che decide di smettere con l'eroina e di "uccidere" metaforicamente St. Jimmy. Resosi conto di aver fatto un grande errore, il ragazzo vende la sua chitarra per comprarsi il biglietto di ritorno.
Una volta arrivato, Johnny incontra di nuovo Tunny (reso invalido dalla ferita e tornato a casa con l'infermiera che l'aveva curato e di cui si è innamorato) e Will (che ora è maturato e ha ottenuto dall'ex fidanzata il permesso di vedere suo figlio). Tutti e tre hanno capito di aver fatto degli sbagli e sembrano intenzionati a non ripeterli.
La storia termina con una canzone intitolata Whatsername, in cui Johnny ricorda la ragazza di cui era innamorato ma di cui ha dimenticato il nome, dice che continua a pensare a lei e si chiede che fine abbia fatto. Alla fine, arriva alla conclusione di dover lasciar andare questo ricordo e pensare al futuro, pur senza dimenticare quello che ha imparato dall'esperienza.

American Idiot è la storia di tre giovani che vogliono trovare il loro posto nel mondo e non sanno bene come fare. Si fanno trascinare dell'entusiasmo, provano e sbagliano... e a chi di noi non è mai capitata la stessa cosa? Io non mi sono mai fatta di eroina, ma ho espresso il mio disagio e la mia frustrazione in altri modi, quindi possono comunque riconoscermi nella storia di questi ragazzi.
Canzoni come American IdiotJesus of Suburbia esprimono la ribellione verso il contesto sociale in cui Johnny, Will e Tunny vivono, ma da cui non si sentono accolti. Holiday è l'entusiasmo di chi finalmente crede di aver trovato nuove prospettive ed è infiammato da questa voglia di novità. Boulevard of Broken Dreams è la frustrazione di chi si sente perso nella vita e non sa che direzione prendere. Wake me up when September ends è l'amarezza che si sente quando ci si sente conto di aver preso la strada sbagliata, di dover tornare indietro e ricominciare da capo.

Quindi, a prescindere dell'entusiasmo per la band che adoravo negli anni della mia adolescenza, ho ancora molte ragioni per amare questo musical.
Queste emozioni ancora mi accompagnano e, anzi, si adattano ancor più a questo momento della mia vita rispetto che al passato. Credo che quasi i tutti i giovani vi si possano riconoscere, perché descrive lo stato d'animo di una generazione e, anche se l'album American Idiot è uscito nel 2004, a mio parere passare dall'America di Bush all'America di Trump non è stato un grande passo in avanti.
Ma non solo i giovani vi si possono riconoscere. Sto imparando che essere adulti non significa essere immuni dall'incertezza e dai dubbi sulla strada giusta da prendere, quindi forse queste emozioni non cessano mai di essere parte di noi.

- dramaqueen

6 commenti:

  1. Personalmente lo trovo un tema non molto semplice da trattare, nel senso che mi sembra facile ricadere in qualcosa di troppo adolescenziale quindi senza vederlo non posso effettivamente esprimere un parere preciso sul musical in sé.
    Il sentimento di disagio ce lo portiamo un po’ tutti dietro per disparati motivi ed è vero che c’è chi nel tentativo di capirci qualcosa rimane perso. Non è facile trovare un strada, non è facile capirsi e trovare qualcuno che ti capisca ed in questa ricerca siamo invinghiati tutti, è la nostra tensione vitale ed in quanto tale può farci splendere come annientarci.

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    1. Esatto, secondo me questo tema è espresso bene dalle canzoni, o almeno io mi sono sempre sentita toccata dai testi. Probabilmente è anche una cosa soggettiva.

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  2. In effetti non disdegno tutti i musical, però questo sinceramente sì, anche se i Green Day comunque mi piacciono ;)

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    1. Perché questo non ti piace? C'è un motivo particolare?

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    2. Un motivo in particolare no, ma siccome non mi piace il teatro e i musical "giovanili", non credo lo sopporterei vedendolo ;)

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    3. Che strano, sei il primo che mi dice una motivazione del genere :)

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