22 novembre 2017

Esercizio: Ehi, devo attirare l'attenzione!

Era da un po' che non vi proponevo un esercizio, ma quest'anno ho ricominciato a seguire un vero corso di teatro, dopo qualche anno di "variazione" (corso di dizione, doppiaggio, compagnia teatrale amatoriale...). Quindi, torno alla vecchia tradizione di "rubare" qualche esercizio che faccio al corso e riproporvelo qui.


Vi citerei la fonte, se la sapessi, ma credo che il mio insegnante l'abbia preso da qualche libro o a sua volta da qualche altro insegnante... quindi chi ha ideato questo esercizio mi scusi!

Non so nemmeno bene in che categoria metterlo, perché non riguarda solo la presenza fisica sul palcoscenico o la voce o la collaborazione con i compagni. Anzi, era una cosa a cui non avevo mai pensato così nel dettaglio.
Eppure un attore deve sapere come si fa ad attirare l'attenzione del pubblico, altrimenti il suo lavoro non ha senso. A che cosa serve tutto quello che può fare sul palcoscenico, se lo spettatore non lo guarda?

L'esercizio funziona così: tutti i componenti del gruppo si muovono nello spazio camminando (e cercando di riempire lo spazio in modo omogeneo). Nella stanza c'è una pedana rialzata o una piccola zona contrassegnata in modo diverso: lì dovrà mettersi chi vuole attirare l'attenzione.
Ognuno decide quando se la sente di iniziare, salire sulla pedana e trovare un modo di attirare e mantenere l'attenzione degli altri. In che modo? Ci si può inventare quello che si vuole, l'importante è solo il risultato.
Si può far finta di cadere e farsi male, mettersi a urlare, ballare, cantare, improvvisare un comizio... tutto ciò che vi viene in mente, basta che sia sufficiente per spingere gli altri componenti del gruppo a guadarvi e a dedicarvi la loro attenzione.

Per gli altri che rimangono giù dalla pedana, la regola è continuare a camminare come se nulla fosse finché non succede qualcosa che attira veramente la nostra attenzione. Non bisogna fingere, ma comportarsi in modo realistico e domandarsi: se stessi camminando per strada, facendomi i fatti miei, e succedesse questo, mi fermerei a guardare?
Solo se la risposta è sì, ci si ferma a guardare il compagno sulla pedana. Se dopo un po' quello che fa non sembra più interessante, bisogna ricominciare a camminare e ignorarlo finché non succede di nuovo qualcosa che cattura la nostra attenzione.

Nessuno dei partecipanti all'esercizio deve interpretare un personaggio. Tutti devono essere solamente se stessi. Chi attira l'attenzione non può fingere di essere un bambino che ha perso la mamma quando è visibilmente adulto, oppure una donna quando è un uomo.
Da parte loro, i compagni che camminano devono avere solo reazioni realistiche e non volutamente esagerate.

Lo scopo dell'esercizio è capire quanto è difficile attirare l'attenzione di un gruppo di persone e ancor più mantenerla. E anche cercare di inventarsi qualche metodo per superare questa difficoltà, mettendosi in gioco e sperimentando.
La cosa più difficile per me (e anche per molti altri, ho visto) è proprio questa: ci vergogniamo ad improvvisare, non riusciamo a buttarci se non sappiamo che cosa dobbiamo fare e ci sembra sempre che le nostre idee siano stupide.
Purtroppo questo è un grande ostacolo che bisogna superare, per fare teatro. Quando troverò un metodo o un esercizio anche per questo, ve lo dirò subito... ma dubito che sia così facile!

- dramaqueen

2 commenti:

  1. Molto interessante. Passavo anche per un saluto e un super abbraccio

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