17 novembre 2017

I monologhi esteriori - S02 E05
Autunno, freddo e sensazioni fisiche

Novembre, finalmente è arrivato il vero autunno! Le temperature fredde, la nebbiolina, i cieli grigi e anche la pioggia. Lo so che voi amanti dell'estate mi state odiando perché trovate queste immagini altamente deprimenti, ma a me piacciono.
Se preferite, parliamo allora delle foglie colorate che cadono dagli alberi e delle tisane che vi potete gustare per riscaldarvi. Comunque sia, l'autunno è la mia stagione preferita e ho deciso di dedicargli questa puntata del podcast.


Questa volta ho "barato" e ho scelto non un monologo teatrale, ma una poesia. Ma credo di essere perdonabile, perché anche le poesie possono essere recitate e messe in forma teatrale, no?

Come si collega il freddo dell'autunno al teatro?
È presto detto: l'ho utilizzato come motivazione per parlarvi della memoria sensoriale e di come gli attori possono riuscire a ricreare la sensazione del freddo anche se non lo stanno provando in quel momento. I nostri sensi si ricordano quello che abbiamo provato in passato e quindi possiamo richiamare non solo le immagini che abbiamo visto, ma anche gli odori, i suoni o le sensazioni tattili.

Per ascoltare la poesia e la mia spiegazione, cliccate qui:


Sigla: Take the lead di Kevin MacLeod - Sottofondo del monologo: The burden of empathy di Kai Engel (www.kai-engel.com)



Sapevate di questa tecnica? L'avete mai usata? Fatemelo sapere nei commenti... e ditemi anche se avete idee per altri temi di cui potrei parlare nel podcast.

- dramaqueen

7 commenti:

  1. Ciao Elisa,
    io invece le stagioni le odoro tutte per via delle loro singole peculiarità; il loro divenire misto tra novità, nuove esperienze e ricordi che riaffiorano sempre.
    Vero è che l'estate ha la precedenza poiche, per me, è l'unica stagione delle ferie.
    In quanto all'autunno, lo apprezzo anche io per i suoi magici colori, i primi brividi di freddo, le castagne e i funghi.
    Tuttavia a volte non è sempre così...

    La nebbia,
    nuvola caduta dal cielo,
    non sa più volare.
    Porta con se la sua tristezza avvolgendo tutto e tutti: ogni cosa.
    Non ha bocca per parlare ne occhi per vedere.
    Cancella ogni suono e lascia dietro di se solo immagini velate.
    Sbiaditi ricordi...
    Ti nasconde nella sua solitudine lasciandoti solo.
    Porta con se la sua tristezza avvolgendo tutto e tutti: ogni cosa.

    Ma a parte questa piccola esternazione anche lei ha il suo fascino.

    In quanto al teatro, è giusto quello che dici, anche se io farei un passettino indietro ripassando l'abc dello stare in scena: chi sono, dove sono e cosa sto facendo ( testo, sotto testo e intenzione ).
    Poi è corretto seguire ciò che hai scritto e se vuoi anche seguire il metodo Stanislavskij. Ma questi sono paroloni... :))))))
    Per me di sicuro!!!

    Complimenti per la lettura ascoltata in podcast.
    Ciao
    Un caro saluto
    Gabriele

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    1. Grazie per i complimenti!
      Beh, certo che ci vuole l'abc dello stare in scena, quella della memoria sensoriale è una tecnica più avanzata che si mette in pratica quando si sanno già i fondamenti.

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  2. Per poi proseguire nel viaggio immaginario: vedere ciò che non può esistere o ciò che non c’è.
    Rendere tutto credibile.
    Altro step

    Come dicono i giovani?
    Uno sballo
    Ahahahaha

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    1. Ehm... no, veramente non si dice più! XD

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    2. Oddioooo sono proprio vecchio !!!!! Ahahahahah

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  3. L'autunno è anche la mia stagione preferita! L'unica cosa che gli manca è... il Natale!

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    1. È anche la mia stagione preferita! Ma non ha tardato a ricordarmi anche il suo aspetto negativo: il raffreddore... :(

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