4 dicembre 2017

Creare un personaggio da interpretare... da zero

Di solito, un attore non si trova nella situazione di dover creare un personaggio.
Il personaggio esiste già: l'ha inventato qualcun altro e noi leggiamo le sue battute scritte sul copione. Dobbiamo capire, da quelle battute, tutto il carattere che ci sta dietro, tutto ciò che succede prima che il personaggio entri in scena e i motivi che lo spingono a fare le azioni che fa. Ma si tratta di un dedurre, di un riempire i buchi in uno schema già predefinito, non di creare da zero.


Ecco, invece al corso di teatro adesso ci hanno chiesto di creare un personaggio da zero e di interpretarlo per un'intera lezione. L'11 dicembre, per tutte le tre ore in cui ci troveremo al Centro Teatro Attivo, dovremmo essere il personaggio, comportarci come il personaggio e non uscirne mai finché non torneremo a casa nostra.
Il che è ancora più difficile, se pensiamo che questo personaggio non è già scritto da un autore, ma ce lo dobbiamo inventare noi, da zero.

Di certo è un esercizio molto interessante, ma è anche una sfida non da poco.
Non fraintendetemi: a me piacciono le sfide. Però in questo periodo sono abbastanza sfiduciata sul fronte della recitazione, perché mi sembra di fare tanti sforzi e vedere pochi risultati, e il corso di teatro non fa eccezione, anzi è il contesto in cui mi sento più sfiduciata. L'insegnante pretende tanto e io non credo di riuscire a dargli quello che vuole.

In un altro periodo, avrei preso questa sfida con molto più entusiasmo. Ora ci ho provato: ho annotato pagine e pagine sul carattere del personaggio, sulle cose che ama e che detesta, su quello che fa nella vita...
Ho anche deciso quale sarà il "look" con cui il mio personaggio si presenterà alla lezione dell'11 dicembre, mi sono guardata allo specchio e ho cercato di riconoscere il personaggio invece di vedere me stessa. Però c'è ancora qualcosa che manca.
Non vi dico il nome di questo personaggio e neanche le caratteristiche che ho pensato perché deve essere una sorpresa per i miei compagni del corso e non vorrei che passassero di qui per caso. I nostri personaggi non si conoscono e si incontreranno la prima volta alla lezione che faranno insieme, quindi voglio conservare l'effetto novità.
Però ve ne parlerò nel dettaglio quando vi racconterò com'è andata la lezione in cui faremo l'esercizio, in uno dei prossimi post che ho già in programma.

Però adesso vi chiedo un aiuto. Tanti di voi sono scrittori, quindi lo saprete sicuramente meglio di me: come si fa a dare vita ad un personaggio?
Quando sentite che il/la protagonista del vostro romanzo o racconto è veramente un personaggio completo, che ha una sua identità e che reagisce in modo definito alle situazioni che gli capitano? Quando sentite di conoscerlo come se fosse una persona che fa parte della vostra vita?
Se c'è un metodo che usate, vi prego, datemi qualche suggerimento!

Sottolineo che l'esercizio sarà un'intera lezione di tre ore, in cui dovremo presentarci fin dall'inizio come se fossimo il nostro personaggio e agire per tutto il tempo proprio come se fossimo lei/lui.
E non sappiamo assolutamente che cosa succederà durante queste tre ore, quindi dobbiamo essere in grado di sapere che cosa farà il nostro personaggio in ogni possibile situazione che possa capitare! Per me che odio l'improvvisazione e mi blocco di fronte a qualsiasi situazione sconosciuta, questo genere una situazione di vero panico.

Amici scrittori, per favore, pensate a come avete creato i vostri personaggi più riusciti e datemi qualche consiglio. Ho bisogno di voi!

- dramaqueen

13 commenti:

  1. Anche se sono una scrittrice con anni di ruggine...
    Ti consiglio di iniziare con uno step intermedio. Prima di inventare un personaggio da zero, prova a immedesimarti in una persona che conosci molto diversa da te e trasformarla in un personaggio: agisci come lei agirebbe, parla come lei parlerebbe... Con un po' di empatia puoi calarti nei panni di un'altra persona e poi trasformarla in un personaggio.

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    1. Vanno bene anche le scrittrici arrugginite ;)
      Ho provato a prendere spunto dal carattere di una mia amica (non sei tu), però mi sembrava brutto farla proprio uguale, quindi ho cambiato qualcosa... ma non sono convintissima, ecco.
      Grazie comunque per il suggerimento!

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  2. Non so quanto la mia esperienza possa esserti utile, ma quando un personaggio si presenta da me do per scontato che sia una persona fatta e finita che io ancora non conosco. Immagino di uscire con loro e di parlare del più o del meno, cercando di chiedere loro qualcosa che abbia a che fare con il loro immaginario e i loro ideali. Più che il piatto preferito mi interessa sapere il libro preferito o le idee politiche, il viaggio che ha cambiato loro la vita. Insomma, quello che ha plasmato la loro personalità.

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    1. Il tuo è un approccio interessante. In effetti, se il personaggio deve essere verosimile e sfaccettato come una persona vera, ha senso pensare che esista già "da qualche parte" e noi dobbiamo solo conoscerlo.
      Proverò a farci una chiacchierata, anche se ahimè per conoscere le persone serve tempo e io ne ho troppo poco... Grazie!

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  3. Guarda, mi collego in parte a quello che già ti hanno suggerito e lo confermo. Ma aggiungo una cosa un po' diversa: quando penso a un personaggio, attendo che capitino le cose. In realtà vado tantissimo d'improvvisazione: spesso non sapremmo nemmeno noi come agiremmo in una certa situazione, pretendere di essere un'altra persona che si "conosce meglio di sé" crea un effetto innaturale. Quindi penso a qualche punto fermo, quello che potrebbe essere la "prima impressione" che si ha incontrando qualcuno... Timido, cupo, allegro, ambiguo, magari qualche "tic", il modo di esprimersi... Poi lascio fluire, permetto che i suoi pensieri mi entrino in mente, "osservo" come agirebbe in quella situazione. Non penso a come agirei io nei suoi panni, ma come farebbe lui/lei nei miei. Non so se sono stata chiara...

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    1. Ma sigh, io non ho tempo di aspettare che capitino le cose! :(
      Probabilmente, se avessi avuto più tempo, mi sarebbe venuta qualche ispirazione per rendere il personaggio più realistico, o almeno per sentirlo più convincente.
      Pensare a come farebbe nei miei panni, però, è una bella idea e ci proverò :)

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  4. In realtà i miei personaggi si presentano da soli, specialmente nei casi di quelli con la personalità più spiccata, difficile che si presentino in maniera nebulosa e che poi si formino poco per volta. Hanno tutti il loro carattere ben definito, anche quelli timidi e sensibili per dire. Il processo di creazione di un personaggio è un po' schizofrenico, nel senso che devo entrare nella loro testa; quando sono autonomi, nel senso che mi dicono loro che cosa vogliono fare, allora sono completi. Comunque ti potrebbe essere utile tracciare una sorta di scheda del personaggio e del suo vissuto, per poi procedere ampliandola per gradi.

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    1. L'insegnante ci ha dato una scheda del personaggio da completare, ma ci ho messo solo alcune caratteristiche prima di consegnargliela.
      Il mio problema credo sia appunto che il personaggio non ha avuto abbastanza tempo per "formarsi", è ancora nebuloso e non lo sento ancora completo. Però il tempo che mi hanno dato è questo e non ci si può fare niente... Grazie comunque!

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  5. Prendi ispirazione dalla realtà che ti circonda, da persone reali che ti piacciano o che ti creino emozioni anche negative: l'importante è che suscitino in te un sentimento.
    Cerca in loro una caratteristica che ti accomuna (come diceva Stanislaskij il "richiamo") e da lì costruisci la sua storia (o tua come personaggio).

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    1. Ciao e benvenuto nel mio blog!
      Ho provato a prendere spunto da una persona reale che conosco bene e credo che tra me e il mio personaggio ci siano dei punti in comune, cioè dei temi in cui ci sentiamo allo stesso modo. Ma, anche se ho cercato di fare questo lavoro, non lo sento ancora abbastanza formato e non mi sento pronta per l'esercizio...

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  6. ...si può vivere non solo un momento, ma l'intera esistenza senza sapere come. Quale autore potrà mai dire come e perchè un personaggio gli sia nato nella fantasia? Il mistero della creazione artistica è il mistero stesso della nascita naturale. A un certo punto nascono i personaggi, acquistano consistenza non soltanto narrativa, ma verosimile, plausibile, come quelli creati dai sogni, o dai rimorsi. E non è facile sbarazzarsi degli angeli o dei mostri che ci appaiono in sogno o che restano a macerare nelle coscenze, generando conforto o tormento.E' questo il mio teatro.

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  7. Questa è una battuta di uno spettacolo che ho fatto interpretando Pirandello. Oltre a saperla a memoria l'ho Vissuta e la condivido. Spero ti possa servire come spunto di riflessione :-)
    Un caro saluto
    Gabriele

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    1. È vero che i personaggi nascono un po' spontaneamente, ma sento che il mio non si era ancora ben formato...

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