15 dicembre 2017

I monologhi esteriori - S02 E09
Tutti fuggono dalla guerra

Mi dispiace, cari ascoltatori del podcast, non è ancora il momento di parlare del Natale. Oggi vi beccate l'argomento pesante.
Il 18 dicembre è la giornata internazionale dedicata ai migranti ed è un argomento di cui, purtroppo, si parla spesso al giorno d'oggi. E dico "purtroppo" perché le notizie che ci arrivano sono quelle di tragedie in cui molte, troppe persone perdono la vita in mare.


Ma perché non se ne stanno nel loro paese? Vengono qui a rubare il lavoro agli italiani. Sono mantenuti dallo stato a spese di noi contribuenti. Aiutiamoli a casa loro.
Questo non è il mio pensiero, ma sono delle frasi che si sentono in giro, quando si parla dell'argomento.

Io non sono ovviamente in grado di fornire una risposta al problema dei migranti, perché ci sono troppi fattori economici e politici da considerare e io ne so veramente poco.
Però da attrice posso fare qualcosa per farvi capire che cosa possono pensare queste persone che cercano di raggiungere le coste dell'Italia o della Grecia. Tante fuggono dalla guerra. E vi assicuro che dalla devastazione della guerra fuggireste anche voi, se vi trovaste nella loro situazione, per cercare di salvare la vostra vita e quella delle persone che amate.

In un monologo tratto da "Le bocche inutili" di Annie Vivanti ho riconosciuto tutta la disperazione dei civili che si trovano coinvolti in un conflitto e ho cercato di trasmettervela:


Sigla: Take the lead di Kevin MacLeod - Sottofondo del monologo: Mourning song di Kevin MacLeod (www.incompetech.com)


Come sempre, vi invito a lasciare un commento se volete condividere la vostra opinione sul tema, fare una domanda, spiegare perché non siete d'accordo. Sono ben accetti anche suggerimenti per le prossime puntate.
Noi ci risentiamo la settimana prossima, questa volta con un argomento natalizio.

- dramaqueen

4 commenti:

  1. E senza guerre per il mondo, come facciamo noi a stare bene? È dopo un conflitto che arriva il boom economico XD
    A parte gli scherzi, la domanda che fai, al di là della guerra e dell'argomento, è intelligente: oggi siamo sempre meno soggetti a una cosa simile perché è facile rintracciarsi a vicenda.
    Ma forse... proprio per questo, l'ansia aumenterebbe?
    Proprio perché oggi chiunque può rispondere a un cellulare, se non rispondesse... sarebbe peggio che nel passato?

    Moz-

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Guarda, mia mamma dà di matto se non le rispondo perché ho dimenticato il cellulare a casa... ^^"
      Penso che, abituati come siamo a ricevere risposta velocemente, è più probabile che l'ansia aumenterebbe.

      Elimina
  2. Secondo me questo è uno dei monologhi più belli che tu abbia mai fatto. E l'hai interpretato meravigliosamente. Io ho pianto, per dire.

    RispondiElimina

Hai qualcosa da aggiungere a questo post? Lascia un commento!
Se usi la modalità "Anonimo", per favore firmati con il nome o con un nickname.