8 dicembre 2017

I monologhi esteriori - S02 E08
Uno sguardo sulla vita dell'attore

Un po' in ritardo, causa ponte dell'8 dicembre (perché ho davvero bisogno di riposarmi!) arriva la puntata di questa settimana del podcast.


Il tema non è natalizio... ma di quello avremo tempo di parlare più avanti
Non trovando monologhi adatti ai temi di questo periodo dell'anno, ho deciso di parlare di qualcosa che va sempre bene: il metateatro. Questo podcast è fatto apposta per mostrarvi che il teatro non è così lontano dalla vostra vita quotidiana, quindi mi sembra che portarvi all'interno della prospettiva di un attore sul suo lavoro potesse essere molto interessante.

Il testo che mi ha dato l'idea è "Il signor Pirandello è desiderato al telefono" di Antonio Tabucchi. Sarebbe piaciuto anche a me parlare al telefono con gli autori delle opere teatrali che ho recitato! Gli avrei fatto un sacco di domande. Sfortunatamente, erano tutti morti o troppo lontani...
Veramente, neanche in questo testo Pirandello risponde. L'attore immagina soltanto di parlargli al telefono e dirgli tutto quello che ha da dire. Quindi anche il pubblico inizia a vedere le cose dalla sua prospettiva.

Ed ecco il link al podcast:


Sigla: Take the lead di Kevin MacLeod - Sottofondo del monologo: Floating cities di Kevin MacLeod (www.incompetech.com)

Grazie e tutti quelli che mi hanno ascoltato!
Per una delle prossime puntate (ancora non so quale) stavo pensando di provare a creare anche una parte video e metterla su YouTube... voi che ne dite?

- dramaqueen

7 commenti:

  1. ...posso dire, con falsa modestia, che un po’ di cosine le so fare: so suonare, so cantare, so ballare, so scrivere e so anche scolpire. Ma è nel teatro che io do il meglio di me, vi do il meglio di me e forse anche qualcosina in più. Ecco come funziona. Ho le spalle coperte e uno scudo al braccio. Le spalle coperte rappresentano la forza creativa, la sorgente, qualcosa che viene… da fuori, e mi spinge mio malgrado. E io, ambasciator, non porto pena. Lo scudo è invece la maschera; dietro lo scudo, io posso dire e fare ciò che voglio. Non mi vedete eppure mi vedete tutti. Mi vedete tutti eppure non mi vedete.
    Perché mille maschere son poche, ma una è troppa.
    Allora eccomi qui… dove vige la legge del “se io fossi”. Voi non potete neanche immaginare quanti se io fossi potrei essere…
    Perciò non datevi pena, è inutile che cerchiate in me la serietà. Dalla mia bocca usciranno solamente parole frivole o dementi. Vi farò ridere, vi farò piangere. Ma ricordate: ero, sono e sarò sempre, il vostro giullare di corte.
    Un esempio? Potrei essere un Dio o angelo lassù nel cielo oppure un cane o un verme quaggiù su questa terra, penserei e direi la stessa cosa: siete davvero strani voi uomini, amate più chi vi ruba il cuore di chi ve lo cura. Già, ma non avete tenuto conto di me. Che faccio tutte e due le cose. Faccio l’attore. Con falsa modestia signori, con falsa modestia.

    Un caro saluto
    Gabriele

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  2. Sono un po' in ritardo con gli ascolti, ma recupererò, prima o poi, da bravo personaggio tormentato!

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    Risposte
    1. Proponiti ad un drammaturgo, avresti molto successo allora ;)

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    2. O potrei scrivere io una tragedia! Ahaha!

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    3. Ma non ridere, non è per niente male come idea!

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    4. E poi tu farai l'attrice protagonista. Perfetto.

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