21 febbraio 2018

Freud o l'interpretazione dei sogni

I sogni sono qualcosa di nebuloso, evanescente, astratto. Non è mai possibile afferrarli completamente. Per me è difficile anche solo ricordarli, figuriamoci raccontarli.
Ma c'è stato un uomo che ha iniziato a studiarli, perché ha capito che potevano dirci qualcosa di importante. Non sul futuro o su qualche messaggio da mondi ultraterreni, ma su di noi: su quello che desideriamo, sui nostri pensieri nascosti, su come il nostro cervello mette a posto i mattoncini dei ricordi mentre dormiamo.

Foto di Masiar Pasquali

Quest'uomo si chiamava Sigmund Freud e tutti ne abbiamo sentito parlare a scuola. Forse l'abbiamo liquidato come un argomento palloso, non appena il professore ha finito di interrogare sull'argomento.
Devo ammettere che anch'io ho sempre avuto le mie perplessità sulle sue teorie e so che molte sono considerate superate dalla psicologia odierna... ma, anche se la pensate così, vi consiglio di vedere lo stesso questo spettacolo. Perché questa non è una lezione di psicologia, è il racconto dell'indagine di un uomo che vuole capire, riflettere e comprendere.

"Freud o l'interpretazione dei sogni" non è uno spettacolo che ci vuole insegnare come si interpretano i sogni. Anche perché nemmeno Freud, il protagonista, lo sa. Il suo è tutto un viaggio di scoperta, partendo dal proprio sogno e passando per i sogni di diversi pazienti, tra diversi tentativi e domande.
Si inizia proprio da un sogno dello stesso protagonista: è inverno e lui nutre delle lucertole infreddolite nella neve. Ma no, non era proprio così. Bisogna riformularlo, raccontarlo di nuovo, per riuscire a cogliere la vera essenza del sogno. Bisogna ripeterlo, trovando le parole giuste.
Da qui inizia la minuziosa riflessione sui dettagli, ma del significato non si sa ancora nulla. Ci sono solo tante domande.

Poi entrano in scena i pazienti. Uno alla volta, si presentano con le stesse parole con cui Freud li ha descritti nella sua opera "L'interpretazione dei sogni".
Alcuni vogliono raccontare, altri sono più ritrosi. Alcuni non capiscono perché gli venga chiesto di raccontare proprio un sogno, altri affermano di non sognare proprio mai. Qualcuno vorrebbe parlare, ma gli viene impedito. Qualcuno non sa bene perché si sia ritrovato lì, ma alla fine resta e continua la conversazione con Freud.

Man mano che si procede, la strada diventa sempre più chiara. Le domande sono più mirate, permettono di scoprire ciò che l'inconscio ha camuffato sotto altra veste.
Nel sogno niente è chiaro. Come i sogni avvengono di notte, anche i loro significati non sono mai alla luce del sole, ma sempre sullo sfondo. Una persona ne simboleggia un'altra, un oggetto in secondo piano in realtà è quello più importante.
Freud inizia a capire questi meccanismi e anche a decifrare i propri sogni. I pazienti non sono più solo pazienti, ma lo aiutano nel suo viaggio di scoperta.

E a livello di scenografia, si può rappresentare un sogno?
Se si guarda questo spettacolo, la risposta è sicuramente sì. Gli effetti visivi trasportano lo spettatore in mezzo agli elementi onirici e danno l'impressione di essere nella mente di Freud, invece che nel suo studio, dove i suoi pensieri si mescolano con i dettagli dei sogni raccontati dei pazienti e cercando di elaborarli.

Il ritmo e la bravura degli attori fanno volare le due ore e mezza della rappresentazione. Una volta uscita, ho avuto anch'io l'impressione di aver sognato. Un'esperienza intensa, non saprei dire quant'è durata, ma sicuramente non ha lasciato spazio per la noia.
Avete tempo per vedere "Freud o l'interpretazione dei sogni" al Piccolo Teatro di Milano fino all'11 marzo 2018 e... serve che ve lo dica? Vi consiglio di approfittarne!

- dramaqueen

4 commenti:

  1. Dio, quanto vorrei vederlo, questo.
    Amo Freud, amo l'argomento onirico, quindi sicuramente mi piacerà.
    Interessante quel che racconti, del sogno e del riformularne il racconto cercando i dettagli...

    Moz-

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    1. Vieni a Milano, così ci possiamo incontrare, finalmente!
      Scherzo... forse per lo spettacolo ci saranno anche altre date più vicine a te, lo spero :)

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  2. Bella recensione!Da attrice hai trovato degli spunti che a me o a un qualsiasi altro spettatore comune sarebbero sfuggiti.

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    1. Grazie... anche se mi sento sempre troppo poco esperta e non sono in grado di fare una vera e propria recensione. Scrivo solo le mie impressioni :)

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