13 marzo 2018

Or sola e trafitta

Questa recensione arriva in ritardo, perché io vengo da una settimana molto impegnativa, però ci tenevo a scriverla lo stesso. Non sono più in tempo per invitarvi ad andare a vedere questo spettacolo, ma vi voglio far conoscere l'associazione Avvicin'Arti e il loro lavoro.


Me l'ha fatta conoscere la mia amica Romina Tamerici, che è amica anche della regista, autrice (insieme a Paolo Bolla) e protagonista dello spettacolo Linda Montecchiani.
Si tratta di uno spettacolo che racconta la storia di un'opera di Caravaggio, Il martirio di sant'Orsola, e che ha avuto luogo alle Gallerie d'Italia (sì, dentro un museo) di Milano. Questa è la prima rappresentazione di Avvicin'Arti che vedo, ma so che anche altre parlano di opere d'arte, quindi se vi interessa avrete sicuramente altre occasioni di vederli all'opera.

Spesso si parla di rendere viva l'arte e ci si domanda come si può far rivivere un dipinto.
Metterne in scena la storia mi sembra un ottimo modo: il soggetto dipinto prende vita perché assume le sembianze di un attore, o di un'attrice in questo caso. La staticità dell'opera, che necessariamente nella pittura deve fermare un solo istante, acquista un prima e un dopo. Amplia il suo significato, perché viene contestualizzato nel racconto di una storia.
Certo, c'è sempre il rischio di annoiare, anche raccontando una storia. Però lo spettacolo organizzato da Avvicin'Arti non vede la noia nemmeno da lontano, perché il modo di raccontare non è quello che il pubblico si aspetterebbe. Frenetico al punto giusto, tiene sveglio il cervello dello spettatore.

Tre attori sulla scena raccontano la storia del dipinto in quattro "quadri": la vicenda di sant'Orsola e il suo martirio, la commissione e la realizzazione del quadro, la vita e l'arte di Caravaggio commentata da due dei suoi biografi, l'acquisizione dei dipinto (che per alcuni anni era scomparso dalle cronache) da parte del museo.
Non c'è sipario e i cambi di scena e di costume avvengono tutti a vista, accompagnati dalla musica e dalla variazione delle luci che si adatta ai vari momenti.
I personaggi dei diversi "quadri" sono interpretati sempre dagli stessi attori, ma la differenza si vede e si sente. Tutti i personaggi sono caratterizzati benissimo, non solo con i costumi, ma anche con le espressioni, l'atteggiamento fisico, il modo di parlare e la voce. Sulla scena si vedono tre attori, ma è come vederne molti di più.

Quello che mi ha stupito è stata la scarsa presenza della protagonista: essendo uno spettacolo dedicato al Martirio di sant'Orsola, mi aspettavo che sant'Orsola avesse un ruolo principale.
Certo, ci viene spiegata la storia del suo martirio, ma è tutto in terza persona, mentre a me sarebbe piaciuto vedere anche qualcosa di più soggettivo, narrato dal suo punto di vista.

Ma ritorniamo allo scenario: l'idea di fare uno spettacolo teatrale in un museo mi piace molto. 
Il museo di solito è considerato come un posto silenzioso, calmo, da contemplare parlando sottovoce, statico e soprattutto pieno di cose "vecchie". L'esperienza del museo non dovrebbe essere così, dovrebbe essere coinvolgente, e uno spettacolo teatrale porta esattamente questo messaggio. Anzi, lo mette proprio in pratica.
Inoltre, veder mettere in scena la storia delle opere d'arte proprio mentre ci si trova circondati da quelle opere d'arte non fa che rendere più suggestiva l'atmosfera.

Tutto questo, però, ha anche un lato negativo. È bello dire che il teatro può essere portato dovunque e che qualsiasi spazio può diventare un palcoscenico... ma non c'è nulla da fare, certi spazi sono scomodi, perché il teatro è fatto per essere visto e quando gli spettatori non vedono bene, diventa quasi una fatica.
Dover allungare il collo per vedere che cosa succede dall'altra parte della scena o avere la visione bloccata dalla presenza delle colonne spegne un po' l'entusiasmo e toglie coinvolgimento.
Mi rendo conto che sicuramente sia difficile, ma credo che questi allestimenti dovrebbero essere pensati molto bene anche dal punto di vista tecnico, per rendere sufficientemente confortevole l'esperienza dello spettatore e permettergli di godersi lo spettacolo.

Nonostante qualche piccolo appunto negativo, non posso che fare i complimenti ad Avvicin'arti per lo spettacolo e devo dire che ho molta voglia di andare a vedere anche i prossimi.

- dramaqueen

8 commenti:

  1. Sono felicissima di aver visto lo spettacolo con te! Avvicin'arti fa cose bellissime e spero presto di vedere altre loro opere, anche perché tubdevi assolutamente vedere Linda in ruoli più "attivi"!

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    1. Anch'io sono felicissima, portami anche ai prossimi!

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  2. Sembra sia stata davvero un'esperienza coinvolgente, a parte la nota negativa, a me piacciono molto gli spettacoli allestiti in questi ambienti che di per sé sono unici. Tra l'altro conosco molto bene le Gallerie d'Italia, avendovi visto parecchie mostre. C'è già un programma dei prossimi spettacoli?

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    1. Sul loro sito vedo solo le date di questo spettacolo, magari seguendo la pagina Facebook si può rimanere aggiornati sui prossimi progetti.

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    2. Grazie mille per la dritta, andrò senz'altro su Fb.

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  3. Niente male davvero niente male. Capisco perché ti sia piaciuto così tanto.

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