18 settembre 2018

Come inseguire i tuoi sogni anche se hai l'ansia

Io ho l'ansia, ma non per modo di dire.
Vado da una psicoterapeuta, mi hanno prescritto dei farmaci apposta e a dicembre di due anni fa sono finta al pronto soccorso per un attacco di panico. Quindi no, non è quella preoccupazione che hanno tutti prima di un esame, è proprio ansia vera.


Purtroppo, fare le cose e funzionare come un essere umano normale, quando si ha l'ansia, non è sempre semplice. A volte mi blocco anche quando devo fare delle azioni normalissime e che alla maggior parte delle persone appariranno stupide. Io ci provo, ma sembrano insormontabili.

Farsi strada in mondo come quello del doppiaggio e della recitazione è complicato per tutti, figuriamoci per chi, come me, ha questo problema.
A volte mi guardo indietro e mi dico che ho sprecato un sacco di tempo... ma la verità è che in quel momento per me era difficile anche alzarmi e andare a lavorare, non riuscivo allo stesso tempo anche ad esercitarmi nel doppiaggio, mandare candidature in giro e rompere le scatole agli affetti del mestiere perché mi dessero una possibilità.

Ma non la voglio usare come scusa. Io ce la voglio fare lo stesso.
Solo che devo anche riconoscere le mie difficoltà: passare il tempo a sentirmi male per tutto quello che non ho fatto non farebbe altro che peggiorare la situazione. No, sentirsi in colpa per il passato non è utile, meglio cercare di capire come fare meglio in futuro.
Negli ultimi tempi, sto affrontando meglio la situazione e credo di aver capito due o tre cosette su come affrontare l'ansia e conviverci.

Questi sono i miei consigli per chi sta inseguendo il suo sogno e lo vuole fare anche se l'ansia tenta di mettersi in mezzo. Non deve essere per forza un sogno artistico. Può valere per qualsiasi obiettivo vi siate posti che richieda impegno e lavoro (cioè praticamente tutti gli obiettivi).
Voglio credere che si possa fare lo stesso, che io ce la farò e tu ce la farai. Spero che questi consigli possano essere utili.

1- Fatti aiutare

Se la tua ansia è un disturbo serio e non un semplice "che ansia" che ti piace ripetere nelle situazioni di stress, allora va curata.
La psicoterapia è importante. Lo so, lo so, purtroppo costa e non tutti se la possono permettere... è un grande problema e secondo me tutti quelli che ne hanno bisogno dovrebbero avere accesso ad uno psicologo senza dover sostenere una spesa pari ad un secondo affitto. La salute mentale è importante quanto quella fisica.
Però esistono anche delle strutture convenzionate o dei cicli di sedute offerti dalla sanità pubblica. Forse non è il meglio che si possa avere, perché si avrebbe bisogno di una terapia lunga e invece le sedute lì sono poche, ma è comunque qualcosa. Ti consiglio di approfittarne.
E poi, non dire di no a priori allo psichiatra: gli psicofarmaci non sono Satana. Ovviamente non bisogna prenderli alla leggera né abusarne, però in alcuni casi aiutano molto.
Insomma, se la tua ansia chiede di essere presa sul serio, ascoltala. È probabile che sia cercando di dirti qualcosa di importante.

2- Preoccupati di una cosa alla volta

Molto più facile a dirsi che a farsi, ma se sto imparando io c'è speranza per tutti.
Chi ha l'ansia è specializzato nel preoccuparsi di mille cose nello stesso momento. Io mi alzavo alla mattina già preoccupata perché non sapevo se sarei riuscita ad arrivare in fondo alla giornata o se sarei crollata prima: tre ore di ripetizioni la mattina, poi di corsa a preparare il pranzo, poi sei ore di lavoro in ufficio con solo due pause di un quarto d'ora per mangiare... e la lavatrice quando la faccio? E quando troverò il tempo di vedere il mio ragazzo? Se ora trova un lavoro stabile anche lui, poi, non riusciremo mai a conciliare gli orari!
Ok, stop. Tutti questi pensieri fanno solo danni.
Che cosa sto facendo in questo momento? Sono seduta in metro. Preoccuparmi di tutto il resto non ha nessuna utilità, non ci posso fare niente. Meglio pensare a quello che posso fare adesso. Posso leggere un libro.
E ho visto che gran parte delle mie energie le impiegavo a preoccuparmi. Con meno preoccupazioni ero anche meno stanca e riuscivo a fare tutto (che poi era la mia preoccupazione principale).
Per sviluppare questa abilità io ho trovato molto utile la mindfulness, che sto imparando attraverso app come Headspace e Calm. Se pensi che la meditazione sia una cosa da monaci buddisti che tu non potrai mai fare, ti spiegheranno che non è così e che la puoi fare benissimo anche tu. Anche il blog di Headspace, The orange dot offre tanti spunti interessanti.

3- Fai delle pause

Non si può essere sempre produttivi, mettitelo in testa. Neanche le macchine possono lavorare continuamente, perché hanno bisogno di manutenzione oppure prima o poi si rompono e riparare il danno richiede molto più tempo.
La tua manutenzione si chiama riposo. Ma non solo nel senso di dormire quanto ne hai bisogno: significa anche fare delle attività piacevoli o rilassanti che ti permettano di ricaricarti.
Le pause fanno parte della produttività, perché senza riposarti finiresti per lavorare male e alla fine ammalarti. Che è il contrario della produttività. Quindi, meglio fare le giuste pause e poi ricominciare che doversi fermare per più giorni perché si sta male.
E non sentirti in colpa quando fai una pausa, fa parte del processo. Lo so che è più facile da dire che da fare, perché io continuo a sentirmi in colpa, dicendomi che dovrei fare mille cose, però non facciamoci ingannare e prendiamoci il tempo che ci serve per riposarci e poi ripartire.

4- Usa l'ansia come motore

Sorprendentemente, l'ansia ha anche i suoi lati positivi. Uno è che può essere usata come motore, perché ci mette il pepe al culo e ci costringe a lavorare.
Troppa ansia blocca, è vero, e nei momenti di crisi non si riesce a fare proprio niente. Ma poi, passato il momento critico, ci si rende conto che bisogna fare qualcosa per cambiare la situazione. Non si può andare avanti così, no?
Il fatto che qualcosa ci metta così tanta ansia, vuol dire che per noi significa molto. Se non fosse importante, non ci farebbe stare così male, quindi l'ansia ci indica che ci dobbiamo dare da fare. Io mi sono accorta che ero così presa dal panico al pensiero di non riuscire a raggiungere il mio obiettivo nel doppiaggio che mi sono detta: "Ok, devo mettermi a fare qualcosa di pratico, subito. Altrimenti non lo raggiungerò mai e starò ancora peggio".


Queste sono le quattro cose che ho imparato. Spero di impararne anche altre, perché non sono ancora ad un livello super avanzato di gestione dell'ansia, ma spero che intanto ti possano essere utili.
Non è facile, per niente. Lo so benissimo, perché sono andata di nuovo in crisi due giorni fa, ma ce la voglio fare lo stesso e mi sto impegnando.

Mi vuoi raccontare la tua esperienza di gestione dell'ansia e magari dirmi che cosa hai imparato?
I commenti sono qui per te, ti ringrazio se vorrai scrivere qualcosa!

- dramaqueen

17 commenti:

  1. Non lo sapevo, se però ti può consolare anche io subisco gli attacchi di panico.

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    1. Mi dispiace, Nick! Io ne ho avuto uno solo e mi è bastato... Forza!

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  2. Non ho una diagnosi d'ansia, ma mi conosci bene e sai che ne ho passate tante anche un quei frangenti... Trovo molto utili i tuoi consigli e sono molto fiera di te per come hai affrontato l'argomento e come ci hai messo la faccia. Sappiamo che è un tema spinoso e difficile. Un abbraccio!

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    1. Grazie, sono contenta che ti sia piaciuto!
      Anche tu ci hai messo la faccia, ora toccava a me...

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  3. Ti capisco perfettamente, anche io ne soffro, anche se negli ultimi anni un po' va meglio. Diciamo che è anche per questo che tendo a fare una vita un po' solitaria e discosta. Ricordo ancora una cosa che mi accadde tanti anni fa a una festa a Chiavenna. Non ci volevo andare e poi accettai l'invito degli amici. A un certo punto ebbi un crollo totale e non ebbi nessuno vicino a me. Fu una sera e una notte terribile.

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    1. Ciao Andrea... posso solo immaginare quanto sia stata brutta l'esperienza!
      Purtroppo anch'io devo evitare di uscire quando sono in ansia, ma sto lavorando per essere sempre meno influenzata da questo problema. Lo auguro anche a te!

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  4. Non ho mai avuto un attacco di panico, ma posso immaginare quanto sia difficile. Sei forte però, ci stai lavorando e hai trovato delle soluzioni. Ti faccio un grosso in bocca al lupo e non mollà! ;)

    CervelloBacato

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    1. Grazie Cervellino! Abbiamo tutti le nostre difficoltà, ma non molliamo! :)

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  5. Non sono a quel livello, ma spero sia stato davvero d'aiuto e potrà esserlo per gli altri ;)

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    1. Per me questi consigli sono d'aiuto, anche se non risolvono ovviamente tutto... spero che possano aiutare anche qualcun altro :)

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  6. Sei stata molto coraggiosa ad affrontare questo argomento. Purtroppo di ansia ne so qualcosa, si può dire che ci combatto da tutta la vita. Penso che essere consapevoli di questo problema sia già di per sé molto importante, infatti per tanti anni mi è sembrato qualcosa di cui vergognarmi, non avrei mai ammesso di soffrire d'ansia, come se il solo confessarlo mi avrebbe resa debole. Sono certamente d'accordo con i tuoi consigli, in modo particolare con l'ultimo. A me è stato anche utile capire che non fa nessuna differenza preoccuparsi o meno per una situazione (e per preoccuparsi intendo farsi prendere dal panico, non un semplice stato che possono avere tutti), perché se una cosa deve accadere accadrà comunque, a prescindere dal nostro stato d'animo.
    In questo periodo sto rispolverando il tema anche nella storia che sto riscrivendo e mi sono resa conto di quanto poco si parli di queste cose.

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    1. Purtroppo se ne parla poco e io voglio contribuire a far sì che se ne parli un po' di più, perché vergognarsi della propria ansia fa stare ancora peggio. Anche perché, quando ne parlo, viene fuori che non siamo in pochi, purtroppo.
      Spero che la tua ansia sia sotto controllo e che tu stia bene. Non vedo l'ora di leggere la tua nuova storia, ora anche di più!

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  7. Leggo con attenzione i tuoi consigli ... gestire l'ansia è un percorso impegnativo . Anche io ne conosco i sintomi e ho imparato in parte a controllarli . Siamo nella stessa barca.... navighiamo
    Simonetta

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    1. Ciao Simonetta, grazie per il tuo commento. Ogni volta che parlo di questi argomenti mi rendo conto che non sono sola e che quindi faccio bene a parlarne.
      Navighiamo e impariamo a navigare, spero che anche per te vada sempre meglio :)

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  8. Come prima cosa grazie di aver condiviso con noi questa esperienza, e come seconda ti invio un grosso abbraccio. Ho sofferto di una specie di attacco di panico una volta, molti anni fa: la mia capa in casa editrice mi aveva chiamato nel suo ufficio e mi aveva subissato di lavoro. Sono tornata a sedermi davanti al mio computer. Fissavo lo schermo che pulsava, ero totalmente paralizzata e sentivo che qualcosa mi soffocava alla gola. Non so se si possa chiamare panico, ma c'era molto vicino.

    I tuoi consigli sono tutti molto utili, specialmente quello di fare una cosa alla volta e anche di concedersi una pausa ogni tanto. Purtroppo viviamo in una società molto competitiva, che considera normale il multitasking e il lavoro senza pause. Mi sono resa conto della differenza nei ritmi tornando dal mio viaggio in Calabria: lì ci sono persone sorridenti che passano e ti offrono di gustare i fichi, in città i tassi di nervosismo sono alle stelle e, se potessero, ti calpesterebbero mentre corrono.

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    1. Grazie dell'abbraccio :)
      Quello che dici sulla nostra società è molto vero. In particolare, lavoro in un ufficio in cui mi richiedono di fare molto lavoro in molto poco tempo e spesso non so come fare. Non sono convinta che si possa fare in tutto in fretta e anche bene.
      Spero che anche le circostanze della vita mi aiutino, permettendomi di andare via da questi ambienti.

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